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Sorride Tiziana Nasi e festeggia le sette meraviglie disegnate sulle nevi di Yanqing e Zhangjiakou dai suoi ragazzi. La spedizione di Pechino 2022 ha superato quella di PyeongChang (5) e ora già si pensa a quel che sarà tra quattro anni, quando l’Italia sarà di nuovo padrona di casa, vent’anni dopo Torino 2006 di cui lei era presidente del Comitato organizzatore. Dal 5 al 16 marzo 2026, Milano e Cortina saranno teatro della splendida XIV Paralimpiade invernale.

Queste le parole della numero uno della Fisip e vicepresidente del Cip: «Mentre commento le medaglie di questa Paralimpiade, risuona l’Inno di Mameli in onore dei nostri due grandi atleti, Giacomo e Andrea. È un’emozione sempre nuova e fantastica. Quest’anno ero fiduciosa che arrivassero tante medaglie, ma non pensavo arrivassero due ori, invece, eccoli qui. L’Italia è stata grande, gli atleti straordinari. Un giorno dopo l’altro abbiamo vissuto il crescere dell’emozione e crescere i nostri atleti, sia quelli affermati sia quelli esordienti, alla prima partecipazione alle Paralimpiadi, che hanno avuto uno scatto di testa e fisico».

Non aveva mai saltato una Paralimpiade da Sydney 2000 a oggi, ma stavolta Tiziana ha fatto il tifo davanti alla tv: «Dispiaciuta di non essere stata presente, ma l’ho vissuta talmente tanto che va bene anche così, grazie ai nostri tecnici che mi tenevano costantemente aggiornata, facendomi sentire come se fossi lì. È stato fantastico vedere la testa di Renè in quest’ultimo slalom, Giacomo è stato meraviglioso ancora una volta, ma voglio fare una menzione speciale per il bronzo nel fondo di Beppe Romele che vale come un oro. Grande rammarico soltanto per quanto avvenuto nello snowboard perché gli atleti sono forti e sono seguiti da grandi tecnici. Andremo a consolarli a Malpensa domani al loro arrivo, insieme a quelli che non hanno vinto e festeggeremo tutti per averci fatto sognare. La ciliegina più bella è vedere oggi Renè De Silvestro portabandiera nella Cerimonia di chiusura, testimonial perfetta in vista di Milano Cortina. Evviva i nostri atleti, evviva l’Italia, evviva il Cip ed evviva la Fisip e il suo futuro».

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L’Italia delle meraviglie. Sono sette le medaglie complessive conquistate dagli azzurri alla Paralimpiade di Pechino 2022: due ori, tre argenti e due bronzi, per superare il bottino di quattro anni fa a PyeongChang 2018 (2-2-1). Nella giornata conclusiva, sono arrivati altri due podi dalle nevi di Yanqing, dove era in programma lo slalom. Secondo oro in questi Giochi dopo quella in supercombinata per Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli tra i Vision Impaired, capaci di resistere alla rimonta degli austriaci Johannes Aigner e Matteo Fleischmann, battuti per appena 28 centesimi con una seconda manche aggressiva. Si tratta della quarta medaglia per la coppia delle Fiamme Gialle, aggiungendo gli argenti in superG e gigante, l’ottava per Bertagnolli (4 ori, 3 argenti e 1 bronzo).

Splende anche il bronzo tra i Sitting di Renè De Silvestro, secondo podio per lui a Pechino dopo l’argento in gigante. Più forte di un tracciato insidiosissimo, il veneto dello Sci Club Drusciè si è regalato un’altra gioia nella giornata in cui sarà anche portabandiera della Cerimonia di chiusura allo Stadio Nido d’Uccello (diretta tv ore 13 italiane su Raidue). Terzo dopo la prima manche, de Silvestro è riuscito a resistere alle insidie di un tracciato angolatissimo e oramai rovinato dalle discese degli atleti precedenti. Nonostante un errore nella parte alta che l’ha costretto a fermarsi, ha stretto i denti ed è riuscito a strappare un bronzo di grinta. Alla fine, l’azzurro ha fatto registrare il crono di 1:38.44, terzo alle spalle del norvegese Jesper Pedersen (1:31.10) e dell’olandese Niels de Langen (1:37.18).

de silvestro

Questa la gioia degli azzurri, a cominciare da Bertagnolli, dopo aver cantato per la seconda volta l’Inno di Mameli: «È sempre strabello essere sul gradino più alto del podio. Oggi abbiamo realizzato un altro sogno, perché tutti sognano di vincere un oro e noi qui ce ne portiamo a casa addirittura due. Migliorare PyeongChang era duro, forse anche possibile, ma ce l’abbiamo fatta».

Gli fa eco Ravelli: «Ci vengono i brividi, è una gioia immensa. La medaglia paralimpica è di per sé bellissima, l’oro lo è ancora di più, ti senti realizzato e vuol dire che hai fatto il tuo dovere».

Così, invece, De Silvestro: «Quando sono caduto ho pensato: è una manche difficilissima, mi rialzo e ci provo lo stesso. Ho tenuto duro e sono arrivato fino in fondo. Sono contento ma non come l’argento di tre giorni fa, non ho sciato bene anche se la manche è stata difficile per tutti, con un tracciato complicato e una neve scivolosa. Sono arrivato qui con l’obiettivo di portare a casa almeno una medaglia. Speravo di poter fare bene nel Gigante e nello Slalom e così è andata. Questa la dedico a mia moglie Lucrezia, che mi ha sempre supportato».

Unici rammarici di giornata, le uscite di Federico Pelizzari e Davide Bendotti nella prima manche della categoria Standing.

Questo il bilancio finale del responsabile tecnico Davide Gros: «Sono extra soddisfatto, un sogno per i ragazzi e anche per me. Il tracciato della seconda manche veramente difficile, ma Renè è stato bravissimo a resistere, mentre mi scende una lacrima per Pelizzari e Bendotti, che potevano giocarsi qualcosa in più. Ci avrei messo una firma per vincere sei medaglie nello sci alpino, sono molto molto soddisfatto. Do un 8 pieno a questa squadra».

Con il decimo posto di qualche ora prima nella staffetta mista dello sci di fondo, che ha visto impegnati a Zhangjiakou Giuseppe Romele, Michele Biglione e Cristian Toninelli, si sono concluse le gare la XIII Paralimpiade invernale. L’Italia è undicesima nel medagliere con 2 ori, 3 argenti e 2 bronzi e ora guarda con fiducia verso i Giochi casalinghi di Milano Cortina (6-15 marzo 2026). Non perdetevi la Cerimonia di chiusura oggi alle 13.

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Finisce con un settimo posto la prima avventura di Chiara Mazzel ai XIII Giochi Paralimpici invenali di Pechino 2022. Soddisfazione, in prospettiva Milano Cortina, per la sciatrice trentina, seguita dalla guida Fabrizio Casal, che quattro anni fa, a PyeongChang, ha conquistato due ori, un argento e un bronzo in coppia con Giacomo Bertagnolli.

I due sciatori trentini (fassana lei, di Capriana lui) hanno ottenuto il settimo posto con 1:39.60, in una gara che ha visto il dominio austriaco con Veronika Aigner e la sua guida Elisabeth prime con 1:31.53, seguite dalla sorella Barbara Aigner e dalla sua guida Klara Sykora (1:33.24). Terze le slovacche Alexandra Rexova ed Eva Trajcikova (1:36.31).

“Sono soddisfatta – assicura la Mazzel - in partenza mi sentivo elettrica e sicura di poter fare bene e in gara ho dato il meglio di me. E’ stata un’esperienza incredibile, la miglior occasione per divertirmi che ho avuto nella mia vita, anche come risultati, nonostante l’uscita di ieri, sono felice. La caduta di ieri, anzi, mi è servita, perché di solito le cadute mi aiutano a reagire. Milano Cortina? Cominceremo a lavorarci già da quando torniamo. La musica mi serve per riuscire a seguire la mia guida perché non vedo praticamente niente e senza un aiuto sonoro non riuscirei a fare nulla. Ringrazio Fabrizio che ha dato tanto e Riccardo che ha costruito il sistema di amplificazione che mi permette di sciare”.

“Abbiamo tirato fuori la carica da leoni che avevamo, abbiamo dato il massimo e fatto una grandissima prova – osserva Fabrizio Casal - ci siamo divertiti e siamo soddisfatti. Personalmente mi sono divertito come quattro anni fa a PyeongChang e magari chi sa, la prossima volta, senza tante pressioni, spacchiamo tutto”.

 Nella stessa gara, niente da fare per Martina Vozza e la sua guida Ylenia Sabidussi. La sciatrice friulana è uscita al termine della prima manche.

Domani l'ultimo impegno azzurro con ancora grandi speranze di medaglie nello slalom maschile (prima manche all'1.30, seconda alle 5.30 in diretta su Raidue) con Giacomo Bertagnolli e la sua guida Andrea Ravelli (Vision Impaired), Renè De Silvestro (Sitting), Federico Pelizzari e Davide Bendotti (Standing).

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La tenacia di Giuseppe Romele viene premiata a ZhangJiakou. Un bronzo di muscoli e cuore quello conquistato nella middle distance Sitting dal trentenne di Pisogne, ex nuotatore che ha scoperto di avere stoffa sulla neve, quando ha cominciato a sfrecciare sugli sci stretti. Grazie al suo terzo posto, l'Italia eguaglia ai Giochi cinesi le cinque medaglie conquistate quattro anni fa a PyeongChang.

Romele, che arrivava a questo impegno forte degli straordinari risultati ottenuti in Coppa del Mondo e dell’argento vinto in questa specialità ai Mondiali di Lillehammer, è il primo degli europei. Bellissima la lotta per il bronzo con il canadese Colin Cameron, giunto, alla fine, con 7 secondi di ritardo dall’azzurro. 31:42.5 il tempo del portacolori della Polisportiva Disabili Valcamonica, in quello che è stato di fatto un dominio cinese, con il primo posto di Zhongwu Mao (29:10.7) e il secondo di Peng Zheng (30:08.4).

“Sono soddisfatto di quello che è arrivato oggi – ha dichiarato Romele - qualcosa bisognava portare a casa perché ho lavorato molto ed era impossibile non arrivasse nulla. Essere arrivato qui ed essere sminuito dai cinesi non mi è piaciuto. Avevo perso le speranze di una medaglia ma oggi ho tirato fuori tutto, anche quello che non avevo. Sono partito e ho detto: ‘vada come vada’”.

Queste le parole del responsabile tecnico Duilio Friz: “Il lavoro che abbiamo fatto in questi anni è servito a qualcosa. Beppe se la merita al 200% perché ha lavorato tanto e continuerà a lavorare ancora di più in vista di Milano Cortina. Siamo rimasti sorpresi dai risultati dei cinesi perché non ci aspettavamo che andassero così forte ma ci siamo arrivati e per noi questo vale come un oro”.

"Complimenti a Giuseppe Romele! Un atleta immenso e un ragazzo straordinario, dal grande cuore. Un bronzo che vale un oro e una gioia infinita per tutta squadra paralimpica italiana. Grande Beppe, orgoglioso di te", è quanto ha dichiarato il Presidente del Cip, Luca Pancalli

Nella stessa gara, 25esimo tempo per Michele Biglione (40:56.0), che a fine gara ha commentato: “Ero preoccupato per le condizioni della neve ma sono soddisfatto di come ho portato a termine questa gara. Sono felice per Giuseppe che in queste condizioni è riuscito a fare il meglio e portato a casa il terzo posto. Per quanto mi riguarda, sento di avere buoni margini di miglioramento”.

Nella Middle distance Free Techinque di categoria Standing, sedicesimo posto per Cristian Toninelli (41:28.5). Il lombardo è giunto al traguardo con 8.20 di ritardo dal vincitore della gara, il cinese Chenyang Wang (33.07.8). Argento al francese Benjamin Daviet (33:09.1), bronzo a un altro atleta di casa, Jiayun Cai (33:18.0).

“Sono partito molto bene – racconta Toninelli – poi alla fine del secondo giro sono caduto ma quello ci può stare. A inizio del terzo giro è uscito il caldo ed è cambiata completamente la pista. La prima gara l’abbiamo fatta dopo giorni di grande freddo, nel giro di due giorni ci siamo ritrovati con 20 gradi e così è difficile trovare il sistema per andare bene gli sci. Sicuramente oggi l’esperienza avrebbe pagato molto”.

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Giornata tutta al femminile sulle nevi di Yanqing. Nel gigante Vision Impaired, ottavo posto per Martina Vozza (guida Ylenia Sabidussi), che ha fermato il tempo sul 2:08.83 (la friulana aveva chiuso in ottava posizione anche la prima manche con 1:03.20). L’oro è andato alle austriache Veronika Aigner ed Elisabeth Aigner (1:52.54), l’argento alle cinesi Daquing Zhu e Hanan Yan (1:59.85), il bronzo alle altre austriache Barbara Aigner e Klara Sykora (1:59.93).

Dopo le uscite di pista nelle prime tre gare, la friulana della SportXall - Hans Erlacher Team commenta così il riscatto: “Sono contenta di essere arrivata al traguardo. Nella seconda manche sono partita meglio rispetto alla prima ma devo trovare il modo di partire e sciare in gara come faccio in allenamento. Non penso di essermi del tutto sbloccata, anche se, come dicevo, la seconda manche è andata decisamente meglio. Domani c’è lo slalom, una specialità che prediligo rispetto al gigante e dove cercherò di partire al massimo e dare tutto”.

La sua guida, Ylenia Sabidussi, analizza così la gara: “La prima manche non è andata tanto bene ma nella seconda Martina ha fatto vedere qualcosa in più e sono convinta che nel momento in cui riuscirà a gestire le emozioni in partenza farà vedere qualcosa di veramente grande. Tecnicamente c’è da migliorare ma c’è tanto da migliorare anche in quelle che vincono. Sicuramente bisogna lavorare molto sulla testa. Domani ci aspetta lo slalom che ci piace più del gigante e che affronteremo con l’atteggiamento giusto”.

Caduta per fortuna senza gravi conseguenze, invece, per Chiara Mazzel, che oggi esordiva alle Paralimpiadi. Gli accertamenti ospedalieri hanno escluso qualunque frattura per la sciatrice di Cavalese, che domani si presenterà regolarmente al via del gigante, guidata da Fabrizio Casal.

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Si è chiusa la Paralimpiade di Pechino per la squadra italiana di snowboard. Nel banked slalom della categoria Upper Limb, il più veloce degli italiani è stato Jacopo Luchini, quinto con il tempo di 1:10.28 ottenuto nella seconda run. Decimo posto per Riccardo Cardani (1:12.89) e undicesimo per Mirko Moro (1:12.95). La vittoria è andata al francese Maxime Montaggioni (1:09.41), davanti ai cinesi Lija Ji (1:09.86) e Yonggang Zhu (1:10.14).

Questo il commento di Jacopo Luchini dopo aver concluso la sua seconda Paralimpiade al termine di un inverno che lo vede comunque concludere con un argento iridato e una Coppa del Mondo assoluta: “Anche nel banked slalom non è andata come speravamo. Ovviamente puntavamo in alto, al podio e al gradino più alto. I cinesi sono stati forti ma almeno nel banked hanno dimostrato di non essere imbattibili. Io ho dato tutto e ci ho creduto fino all’ultimo ma l’errore nella prima run non mi ha aiutato a scendere più tranquillo nella seconda. Volevo l’oro, non mi sarei accontentato del bronzo. Ora testa bassa e lavorare ancora più sodo per i prossimi quattro anni. Ce ne andiamo da qui con un quinto posto ma anche con la consapevolezza che non ho rimpianti perché ho dato tutto. Complimenti ai miei avversari, che hanno dimostrato di girare meglio di me su queste piste e su queste nevi”.

Ecco invece le parole di Riccardo Cardani, al termine della sua prima esperienza ai Giochi: “Ho provato a spingere ancora di più ma il minimo errore che commetti lo paghi. Mi dispiace non aver portato la bandiera italiana sul podio ma ho dato il 100%. Rispetto al cross ero più rilassato e infatti è andata meglio ma i cinesi erano più forti. Sicuramente la neve ci ha messo a dura prova, nel giro di dieci minuti è cambiata totalmente. Nella prima run era molto più dura, scorrevole, nella seconda è cambiata e infatti quasi tutti hanno peggiorato i tempi”.

“Nella seconda run ho spinto per guadagnare qualche posizione – racconta l'altro debuttante alle Paralimpiadi, Mirko Moro - ho lavorato tanto, mi sono avvicinato e sono contento del risultato. La pista è stata divertente, anche se le condizioni della neve sono cambiate molto. Nei primi giorni era quasi acqua, oggi, durante, il training, era praticamente ghiaccio per poi ammorbidirsi nella seconda run”.

“La Paralimpiade è andata bene – conclude il rider di Sesto San Giovanni - sapevo di non poter ambire a piazzamenti altissimi ma sono contento e carico in vista di Milano Cortina”.

Queste le parole del responsabile tecnico Igor Confortin: “Non è andata come speravamo. Fa male esserci fermati a 14 centesimi dal bronzo. Ci serviva la run perfetta e un po' di fortuna. La run quasi perfetta è arrivata, la fortuna meno, soprattutto nella prima, quando l’uncino della protesi di Luchini è scivolato sul cancelletto di partenza. C’è rammarico ma anche la consapevolezza di essere tra i migliori. In sole due stagioni, infatti, Cardani e Moro sono arrivati vicini a campioni come Mike Minor e James Barnes Miller”.

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L’Italia cala il poker sulle nevi di Yanqing. Sono quattro le medaglie azzurre alla Paralimpiade di Pechino grazie ai due argenti davvero giganti firmati dal solito Giacomo Bertagnolli (guidato da Andrea Ravelli) e da Renè De Silvestro. Se per il primo si tratta del settimo podio ai Giochi tra PyeongChang 2018 (4) e rassegna cinese (3), per il veneto il secondo posto tra i Sitting rappresenta la prima gioia su un palcoscenico così importante dopo l’oro (supercombinata) e il bronzo (superG) di inizio 2022 ai Mondiali di Lillehammer.

Già argento in superG e oro in supercombinata, Bertagnolli e Ravelli oggi pomeriggio si metteranno al collo la terza medaglia di questa spedizione. Al comando al termine della prima manche (55.91), i due azzurri hanno terminato la seconda run in seconda posizione (1:51.02 il tempo totale), con un ritardo di 1.68 dai vincitori della gara, gli austriaci Johannes Aigner e Matteo Fleischmann (1:49.34), autori di una prestazione straordinaria. In terza posizione si sono piazzati gli slovacchi Miroslav Haraus e Maros Hudik (1:54.92).

“Sono un po' dispiaciuto, puntavo all’oro – ha dichiarato Bertagnolli a fine gara – ma non si può sempre vincere e so che gli altri sono lì, per questo bisogna mettersi a lavorare per fare sempre meglio: solo così posso pensare di riprendermi quello che oggi ho lasciato. Abbiamo disputato due belle manche ma loro sono stati più bravi: prenderemo questa gara come insegnamento per il futuro, vuol dire che qualcosa abbiamo sbagliato. È comunque una medaglia d’argento e non bisogna lamentarsi. Sono migliorato tanto ma gli altri hanno fatto come me se non di più. Con Aigner sarà una battaglia dura da qui fino a Milano Cortina. Le gare si vincono se tiri fino in fondo: ora testa allo Slalom, dove vogliamo fare bene”.

La seconda medaglia di giornata per l'Italia l’ha conquistata tra i Sitting uno straordinario Renè De Silvestro, secondo alle spalle del danese Jesper Pedersen: 1:57.50 il tempo del veneto, +3.30 di ritardo dallo scandinavo. Medaglia di bronzo per il cinese Zilu Liang (2:00.92).

“È un'emozione indescrivibile - confessa De Silvestro - questa medaglia significa molto per me, vuol dire che sono migliorato tanto rispetto a PyeongChang. Dopo la prima manche ero piuttosto deluso, ho cercato di riscattarmi nella seconda e ho spinto al massimo. Sapevo che sarebbe stato molto difficile recuperare sui primi due quindi non ho rischiato tutto. Mi è dispiaciuto per Jeroen Kampschreur, lo ammiro molto e non meritava di cadere. È un risultato che ripaga di tanti sacrifici: finalmente sono riuscito a regalare qualcosa a chi mi guarda, alla mia famiglia, al mio allenatore a casa, ai miei amici”.

La Paralimpiade del fuoriclasse dello Sci Club Drusciè non è finita: "Ora c'è lo Slalom, dove sono migliorato tanto e posso dire la mia. Metterò tutto me stesso per portare a casa un'altra medaglia". 

Nello Slalom Gigante di categoria Standing, Federico Pelizzari si è fermato ai piedi del podio, terminando al quarto posto con il crono complessivo di 1:56.36. Ventunesimo posto per l’altro azzurro in gara, Davide Bendotti (2:07.50).La gara è stata vinta dal finlandese Santeri Kiiveri (1:55.40). davanti allo statunitense Thomas Charles Walsh (1:55.44) e al francese Arthur Bauchet (1:55.89).

Queste le parole di Pelizzari, deluso dopo il secondo piazzamento consecutivo appena ai piedi del podio come in supercombinata: “Sono amareggiato, quest'anno ho fatto due quarti posti sempre in Gigante ma è tutta la stagione che sto tra i top five e sicuramente le basi per ripartire ci sono, mi manca quel piccolo passetto in più per non fare errori. Oggi, ho commesso un errore nella parte iniziale della prima manche che alla fine ho pagato. Ho preso molti rischi ma io scio sempre al massimo e quando si rischia è difficile fare la manche perfetta. L’unico modo per ricaricarmi, ora, è riuscire a portare a casa la medaglia in Slalom. Sono uno che vuole sempre vincere. Oggi ho sciato bene, non sono totalmente insoddisfatto ma arrivare quarto non è proprio il massimo”.

Così, invece, Bendotti: “Mi sono trovato meglio con questa neve, mi sono divertito di più rispetto alla run, peccato, con due manche così magari potevo entrare tra i primi quindici. Ora ho due giorni per preparare lo slalom, dove darò il massimo e poi vediamo cosa viene. È una Paralimpiade dura: già essere qui è un traguardo, se poi arriva qualcosa di più tanto meglio”.

Domani nella notte italiana (ore 1,30 la prima manche e 5,45 la seconda in diretta tv su Raidue) è in programma il gigante femminile. Sarà l’esordio assoluto per Chiara Mazzel, guidata da Fabrizio Casal (4 medaglie a PyeongChang 2018 con Giacomo Bertagnolli), mentre tornerà in pista in cerca di riscatto Martina Vozza, che seguirà le linee disegnatele da Ylenia Sabidussi.

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Non va oltre la semifinale la squadra azzurro dello sci nordico nella sprint, il format più breve sugli sci stretti. Nella categoria Sitting, Giuseppe Romele, migliore degli italiani, ha superato le qualifiche con l'ottavo tempo (2:24.46) ma successivamente ha fallito l'accesso alle finali, terminando la sua semifinale al quarto posto con il crono di 2:57.6 (passavano i primi tre di ciascun gruppo). 

Nella stessa gara, 29esimo posto per Michele Biglione in qualifica con il crono di 2:48.54. 

Non è andata meglio per l'altro azzurro in gara oggi, Cristian Toninelli, impegnato nella Sprint Free Technique di categoria Standing. Il lombardo ha sciato in 3:20.99, ottenendo la 24esima posizione. 

Queste le parole dei protagonisti, a cominciare da quelle di Giuseppe Romele: "Non mi sono qualificato per la finale, ma ho ritrovato le sensazioni che volevo, considerati alcuni acciacchi nei giorni precedenti e un pò di peso psicologico che sentivo addosso Oggi, invece, sono riuscito a sbloccarmi bene su quelle che sono le mie potenzialità e ho fatto vedere delle belle cose. Considero il risultato di oggi un buon punto di partenza per costruire Milano Cortina".

"Quella di oggi è una gara dove non si ha margine di errore - ha commentato Michele Biglione - le condizioni del percorso di stamattina mi hanno disorientato un pò: nel riscaldamento sono caduto e mi sono presentato alla partenza con qualche preoccupazione. Fortunatamente, in gara non sono caduto ma potevo fare sicuramente meglio. Ora testa alla 10 km. Nei prossimi giorni continueremo a provare la pista e a prepararci per questa gara". 

"Oggi è andata decisamente male, soprattutto rispetto ai precedenti tempi sullo skating della sprint, dove ero arrivato a due secondi dalla qualificazione. Ho risentito di un problema fisico, che ha reso molto più complicati questi ultimi giorni. Ora l'obiettivo è la 12.5, dove spero di fare meglio", ha dichiarato Cristian Toninelli.

 

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I fondisti azzurri tornano in pista domani a Zhangjiakou. Smaltite le fatiche della long distance (18 km) Sitting, Giuseppe Romele e Michele Biglione sono pronti a cimentarsi nel format più breve, così come Cristian Toninelli (Standing), alla prima gara della sua seconda Paralimpiade dopo l'esordio a PyeongChang.

Le qualificazioni della categoria Sitting scatteranno alle ore 3 (in diretta su Raidue), mentre quelle Standing alle 3.40. Si proseguirà con le semifinali dalle 5 e le finali dalle 6.45.

 

Queste le impressioni del responsabile tecnico della squadra italiana, Duilio Friz: "I ragazzi sono carichi e hanno voglia di riscatto, nella entry list ci sono 38 atleti, mai visti così tanti, i cinesi ne hanno schierati addirittura 6, tutti in grado di arrivare in finale. Beppe (Romele; ndr) ha voglia di rifarsi e ci metterà l’impossibile per potercela giocare fino alla fine, noi tutti lo speriamo. Per quanto riguarda la long non immaginavamo che i cinesi fossero così forti, li avevamo incontrati in Finlandia, ma si erano nascosti, mentre qui hanno fatto vedere il loro potenziale. Basti pensare che Beppe ha fatto il suo best time, ma non è bastato per arrivare sul gradino più basso del podio, dopo il terzo giro era impensabile riuscire a recuperare tutti quei minuti e speravamo almeno di agguantare il bronzo, ha inciso un po’ tutto, la pista veramente dura, la neve molto diversa da quella che troviamo di solito e un po’ di fortuna che è mancata, i materiali non andavano male, ma un qualcosina è mancato, un vero peccato. Rimaniamo fiduciosi perché in questi quattro anni abbiamo lavorato duramente per arrivare in alto e i nostri atleti se lo meritano".

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Dopo la medaglia d'argento in Super G di ieri, Giacomo Bertagnolli e la sua guida Andrea Ravelli regalano all'Italia il primo oro azzurro ai XIII Giochi Paralimpici invernali di Pechino 2022 nella supercombinata e domani (ore 11.20 ora italiana) potranno godersi l'Inno di Mameli nella Medal Plaza. Per il ventitreenne trentino delle Fiamme Gialle si stratta della sesta medaglia alle Paralimpiadi dopo le quattro di PyeongChang 2018 con Fabrizio Casal, che stamattina è stato tra i primi a voler farsi una foto con il portabandiera azzurro con cui ha condiviso numerosi successi.

Dopo aver terminato la prima manche, quella di superG, in terza posizione, nello slalom Bertagnolli e Ravelli hanno attaccato sin dalle prime porte, terminando la prova con il tempo di 1:49.80, 2.18 di vantaggio dagli austriaci Johannes Agner e Matteo Fleischmann (1:51.98). Il bronzo è andato ai britannici Neil Simpson e Andrew Simpson (1:52.81).

"Era una medaglia a cui tenevo molto perchè era l'unica che non avevo vinto quattro anni fa ai Giochi di PyeongChang - racconta un emozionatissimo Bertagnolli - non pensavo di farcela perché il livello è diventato molto alto e in questo momento è difficile solo pensare al podio. Abbiamo disputato, però, due manche veramente belle, in cui siamo riusciti a esprimerci bene, anche se tecnicamente non è stata la mia gara migliore. Ci abbiamo messo l'anima e abbiamo rischiato ma se vuoi prendere l'oro devi per forza rischiare".

Tante le dediche per questa medaglia: "Non mi sento di dire una persona sola ma anzi vorrei dedicarla a tutti quelli che mi sono stati vicino e hanno creduto in me". 

"È giusto che Giacomo si goda questo momento, perché riconfermarsi mette sempre grande pressione addosso - gli fa eco Ravelli - un'emozione fortissima quella che provo in questo momento, più forte di quelle che provavo quando correvo io. Un oro che ovviamente dedichiamo alle persone che ci sono state vicine ma che vogliamo dedicare soprattutto a noi stessi, perché ce lo siamo preso con tanti sforzi".

"Le cose cambiano ma l'unica cosa che rimane confernata è che Giacomo è uno straordinario campione. Confermarsi a questi livelli, anche alla luce della crescita agonistica da parte della concorrenza, significa tanto. Giacomo e la sua guida stanno dimostrando non solo di essere all'altezza della situazione ma anche di più e mi auguro che questo accada anche nelle prossime gare, perché se lo meritano tutto", è quanto ha dicharato il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli.

Nella categoria Standing, buon quinto posto per Federico Pelizzari (1:55.89). Fuori nella manche di slalom, invece, Davide Bendotti, mentre tra i Sitting era uscito in superG, Renè De Silvestro.

Queste le parole di Pelizzari: "Non sono molto soddisfatto, soprattutto dopo la prova in Super G, dove non ho trovato il giusto feeling. So che adesso arrivano le gare tecnche e posso fare due belle prestazioni. Cercherò, nei prossimi giorni, di prepararmi al meglio a livello mentale". 

"Non sono andato bene in Super G e ho provato a tirare in slalom - commenta Bendotti - non ho nulla da recriminare, anche perché sentivo che la gamba era a pezzi. Ora due giorni di riposo, che mi faranno sicuramente bene, e poi ci riproverò nelle prossime gare". 

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