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Jacopo Luchini non vuol più scendere dal podio di Landgraaf. Dopo il secondo posto di martedì in Coppa Europa, confermato ieri con un’altra piazza d’onore nel primo banked slalom di Coppa del Mondo, ecco il terzo posto odierno al termine delle due manches odierne giù dal pendio olandese ancora nel circuito più prestigioso. Tra gli Upper Limb, il rider toscano dello Sci Club Paralimpic Fanano ha ottenuto il suo miglior tempo nella seconda manche (46.32) al contrario degli avversari che l’hanno preceduto, più lesti nella prima: successo per lo statunitense Mike Minor (43.87), secondo posto per il francese Maxime Montaggioni 45.49.

Dodicesimo posto per Paolo Priolo, che è andato leggermente più veloce nella prima discesa (50.10) rispetto alla seconda (50.20): il piemontese della Discesa Liberi aveva ottenuto lo stesso identico piazzamento nei due giorni precedenti. Poco più indietro nella gara odierna gli esordienti Riccardo Cardani (16° in 53.59) e Gianluca Storione (18° in 54.17).

Questo il commento del responsabile tecnico azzurro, Igor Confortin: «Sono contento del risultato soprattutto perché siamo cresciuti dallo scorso anno sebbene non abbiamo lavorato sul Banked Slalom e, forse, non eravamo al 100% nemmeno con i materiali. Sono fiducioso per le prossime gare, anche se per un breve periodo non potrò seguire la squadra viso l'arrivo di mio figlio, ma lascio i ragazzi in buone mani con Paolo Di Pietro e Ugo Orsanelli, che faranno un ottimo lavoro».

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Per il decimo anno consecutivo, la Fisip si è presentata nella fiera degli sport invernali Skipass di Modena. Un appuntamento ormai canonico in calendario, ma al tempo stesso un’occasione per incontrare tanti amici della neve e raccontarsi nello splendido corner del nostro Media Partner, il magazine Sciare.

A illustrare le piacevoli novità di quest’inverno c’erano la presidente federale Tiziana Nasi, il responsabile dello snowboard Igor Confortinaccompagnato dal nuovo rider Riccardo Cardani e il preparatore atletico dello sci nordico Paolo Marchetti.

«Gli ultimi due anni sono andati benissimo, per cui speriamo di continuare su questa strada - commenta la presidente Nasi -. Quello che mi fa piacere sottolineare però è che, anche a distanza dalla Paralimpiade di PyeongChang 2018, quest’anno si sono avvicinati dei nuovi atleti e, ciò che è ancora più straordinario, atlete. Una di loro, la trentina Chiara Mazzel, verrà guidata da Fabrizio Casal, che da quest’anno non piloterà più Giacomo Bertagnolli» Quest’ultimo, invece, farà coppia con Andrea Ravelli, ex atleta delle Fiamme Gialle.

«Gli allenamenti estivi sono andati molto bene - ha esordito Confortin-. Sia all’Idroscalo di Milano dove abbiamo sperimentato la preparazione atletica con il wakeboard, da cui abbiamo avuto un buon riscontro nonostante le prime facciate in acqua. Poi, abbiamo provato anche il pump track a Linate, ovvero scendere su percorsi in cemento, simulando la pista del boarder cross. Anche i primi raduni allo Stelvio delle scorse settimane hanno dato buoni riscontri, per cui siamo pronti».

 Dello stesso avviso Paolo Marchetti: «Stiamo lavorando per allargare la base da cui attingere atleti, ma abbiamo già alcuni ragazzi e una ragazza, Anila Hoxha, molto motivati, per cui sono certo che i risultati arriveranno».

E poi c’è il parabob, con i nostri pionieri Pier Alberto Buccoliero e Fabrizio Caselli, insieme al giovane cortinese Flavio Menardi, che sono pronti a raccogliere altri risultati importanti giù per i budelli di tutto il mondo. L’inverno, per noi della Fisip, è già arrivato.

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Vent’anni dopo la magia di Torino 2006, le Parampiadi torneranno in Italia. Milano e Cortina saranno teatro della XIV edizione dei Giochi invernali sotto l’egida dell’Ipc e le date, da cominciare ad appuntarsi, sono il 6 marzo 2026 per la Cerimonia d’apertura e il 15 per quella di chiusura: dieci giornate che tutti gli appassionati azzurri della neve e del ghiaccio stanno già sognando.

Sorride Tiziana Nasi, che nell’ultima avventura paralimpica su suolo italiano fu presidente del Comitato Organizzatore: «Sono evidentemente felicissima, questa notizia non può non coinvolgermi ed emozionarmi. Effettivamente, ciò vuol dire che l’Italia aveva fatto una bella figura nel 2006 a Torino e spero che lo faccia anche stavolta con Milano e Cortina».

 

Da presidente della Fisip, aggiunge: «Sarà un onore e un privilegio gareggiare per gli atleti italiani sotto gli occhi del pubblico di casa e sospinti da un tifo calorosissimo che li aiuterà a superare i propri limiti e li proietterà verso risultati straordinari. Personalmente, li vedo ancora un po’ lontani come Giochi, ma cercherò, con l’avvicinamento a Pechino 2022, di dargli sempre più attenzione e di portarli nel cuore. Abbiamo molti atleti che stanno crescendo e che tra sette anni saranno all’apice della carriera e speriamo che in questi sette anni ne emergano altrettanti con il sogno di difendere i nostri colori nella Paralimpiade di casa». 

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Finale di stagione trionfale per Jacopo Luchini: la Coppa del Mondo nella specialità nello snowboard cross è sua. Non è stata affatto una passeggiata nella gara in Svezia per il rider toscano dello Sci Club Paralimpic Fanano che, dopo la delusione per la seconda medaglia sfumata ai Mondiali in Finlandia, ha deciso di affrontare a proprie spese un' ulteriore trasferta per cercare di aggiudicarsi la Sfera di cristallo della disciplina in cui gli atleti sono uno contro l'altro anziché contro il tempo.

Dopo alcuni sconvolgimenti nel programma a causa delle condizioni meteo, Luchini non è riuscito a qualificarsi per le due finali odierne e quindi ha dovuto attendere l'esito delle discese dei suoi avversari sperando che l'australiano Patmore non facesse risutati utili per superarlo nella classifica. Così è stato: dopo il secondo posto nella prima finale, Patmore è giunto terzo nella seconda finale, alle spalle dell'austriaco Mayrhofer (che ha vinto così la classifica generale) e del russo Slinkin. Il rider aussie si è così dovuto accontentare del secondo posto sia nella classifica generale che in quella di specialità a 150 punti dal nostro Luchini. Per la prima volta, un atleta italiano conquista una Coppetta di cristallo nel para snowboard.

"Oggi siamo stati spettatori perché ieri non è andata come speravamo e per 10/100 Jacopo ha mancato la finale e così toccava agli altri - commenta il responsabile tecnico Igor Confortin -. Peccato un po' vincerla per demeriti altrui, ma eravamo qui per conquistare questa Coppa. Se fossimo stati a casa l'avremmo forse vinta comunque (a patto che i partecipanti fossero solo 4, cosa che avremmo solo saputo la sera prima della gara), però abbiamo accettato il rischio di giocarcela sportivamente sulla neve fino all'ultima gara e, per fortuna, è andato tutto bene".

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Domenica iridata per gli atleti azzurri della Fisip. A Lake Placid, si sono tenute le ultime due run dei Mondiali di parabob, in cui l’Italia poteva schierare due rappresentanti. Pier Alberto Buccoliero, sesto dopo la prima giornata, ha perso una posizione e ha chiuso la sua avventura sul budello a stelle e strisce in settima posizione, mentre Fabrizio Caselli ha rimontato dalla tredicesima posizione di sabato fino alla decima. Un ulteriore mattoncino nella crescita dei due piloti che sono i veri e propri pionieri della disciplina in Italia, in attesa che presto possa entrare anche nel programma ufficiale delle Paralimpiadi invernali.

Oggi si chiudeva anche la stagione del para snowboard. Dopo le fatiche individuali che assegnavano le medaglie, ecco il team event, nuovo format dimostrativo che spera di conquistare consensi negli anni a venire. Con il solo gusto della competizione e senza tensioni ulteriori, la gara è stata molto divertente e ha visto chiudere al secondo posto il Team Alps di cui faceva parte anche il rider toscano Jacopo Luchini (bronzo in banked slalom e 4° nel cross), accoppiato al fuoriclasse francese Maxime Montaggioni. Sesto posto, invece, per la coppia tutta azzurra composta da Paolo Priolo e Manuel Pozzerle.

 

 

 

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Nella gara di cross a quattro ai Mondiali di Para Snowboard di Finlandia, la magia del podio per gli azzurri non si è ripetuta. Nella categoria upper limb, quella di tutti e tre gli azzurri in gara,  Jacopo Luchini, nei giorni scorsi medaglia di bronzo nel banked slalom, è stato protagonista di una formidabile semifinale, che ha vinto. Poi nella finalissima, insieme al francese Maxime Montaggioni e agli australiani Simon Patmore e Sean Pollard, l'amarezza di terminare per ultimo, con il quarto posto in classifica. Il titolo iridato va a Montaggioni, la medaglia d'argento a Patmore e il bronzo a Pollard. Nella finale per il bronzo, poi, una buona prova di Paolo Priolo che però non riesce a superare l'avversario austriaco, Patrick Mayrhofer, tanto da terminare in 6^ posizione in classifica definitiva. Manuel Pozzerle, chiude la finale per ultimo, in quarta posizione, dietro al greco Konstantinos Petrakis, ed è ottavo.

"Una grossa delusione soprattutto per quanto riguarda Jacopo -sono le parole di Tiziana Nasi, Presidente FISIP-. Nella grande finale, la prima parte della gara è andato benissimo, poi ha perso un po' il controllo della situazione e si è fatto superare.  Evidentemente questo quarto posto non scalfisce la fiducia che abbiamo in lui, siamo sicuri che può fare delle grandi cose.Manuel meritava un'uscita più gloriosa anche se è sereno così e Paolo evidentemente e estremamente dispiaciuto e ancora voglioso di fare molto bene. Certamente da questa trasferta ci aspettavamo di più, ma possiamo cominciare ad accontentarci, anche se non è nel nostro carattere. Andiamo avanti, i tecnici sono evidentemente dispiaciuti come lo siamo noi, e gli atleti, ma sanno di avere del buon materiale per le mani quindi continuiamo ad allenarci per poter tenere testa hai tantissimi avversari molto forti che si stanno  affacciaado".

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Lampo azzurro a Pyha. Nella prima giornata di gare, Jacopo Luchini si mette al collo il bronzo ai Mondiali di para snowboard sulle nevi finlandesi, piazzandosi terzo (51.84) nel banked slalom categoria Upper Limb. La gara è stata vinta dal francese Maxime Montaggioni (50.05), mentre al secondo posto si è piazzato l'austriaco Patrick Mayrhofer (51.43). Nella stessa categoria, Manuel Pozzerle ha concluso al sesto posto. mentre Paolo Priolo è giunto ottavo in una mattinata condizionata dal forte vento e conseguente bufera di neve, che hanno reso quasi impossibile migliorarsi nella seconda run.

Seconda medaglia iridata per Luchini dopo il bronzo di due anni fa nel cross di Big White. «Sono contento perché abbiamo rotto il ghiaccio con questo bronzo, anche se speravo di fare un po’ meglio perché questa pista si addiceva alle mie caratteristiche - il commento del rider toscano tesserato per lo Sci Club Paralimpic Fanano -. Nella prima run ho fatto un buon tempo, che poi è quello che mi ha dato la possibilità di salire sul podio. Nella seconda, in cui speravo di abbassare il tempo, le condizioni atmosferiche non me l’hanno permesso perché ha nevicato molto tra le due run. Siamo comunque tutti molto felici e nelle prossime due gare, visto che ci sarà anche la novità del team event, vedremo di fare meglio».

Soddisfatto anche il responsabile tecnico azzurro, Igor Confortin: «Sono contento anche se speravamo perlomeno nell’argento perché era a portata di mano se Jacopo commetteva qualche sbavatura in meno nella prima run. Purtroppo poi si è alzato il brutto tempo, con neve e vento contro e nessuno si migliorato è. Comunque è una medaglia che ci dà morale, puntiamo tanto sul cross con tutta la squadra e la mente di Jacopo sarà molto più sgombra perché si è assicurato la permanenza nel club paralimpico. Dopo aver superato le selezioni del corso maestri la settimana scorsa, questo è un altro tassello del puzzle che va a posto per il futuro che mi auguro che sia molto roseo».

A bordo pista c'era anche la presidente della Fisip, Tiziana Nasi, che ha commentato così: «Direi che è un piccolo buon inizio. Speriamo nella seconda gara, i ragazzi sono tutti motivati e tutti contenti per Jacopo. C’è da stare però molto in guardia perché gli avversari non mancano e anche Manuel e Paolo hanno tanta voglia di dar battaglia per la prossima gara di cross, in cui cercano riscatto».

A Luchini anche i complimenti di Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico: «Dopo il podio sfiorato alle Paralimpiadi invernali di PyeongChang nello snowboard, oggi Luchini porta a casa un meraviglioso bronzo iridato, confermandosi atleta di vertice e punto di riferimento di un movimento in crescita. Complimenti a lui e a tutto il fortissimo gruppo azzurro».

Sabato 30 marzo è prevista la seconda fatica iridata col cross che, come già visto nella tappa di Coppa del Mondo a Big White, sarà con manche a 4 anziché a 2 come in passato. Domenica 31, infine, ci sarà per la prima volta nella storia la gara a squadre.

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L’attesa è finita. I rider sono pronti ed è il momento di fiondarsi giù dal pendio di Pyha, in Finlandia, per andare a prendersi le medaglie iridate. Si è fatto attendere e sarà l’ultimo appuntamento della stagione di para snowboard, ma domani cominciano finalmente le gare del Mondiale, inaugurato ufficialmente oggi pomeriggio dalla Cerimonia d’apertura.

La pattuglia italiana guidata da Igor Confortin è pronta a dar battaglia: al cancelletto di partenza si presenteranno il toscano Jacopo Luchini (Sci Club Paralimpic Fanano), il veneto Manuel Pozzerle (Sportdipiù) e il piemontese Paolo Priolo (Discesaliberi), tutti e tre impegnati nella categoria Upper Limb. Assieme a loro il fisioterapista Paolo Di Pietro, lo skiman Ugo Orsanelli e il mental coach Jacopo Piccardi. A fare il tifo a bordo pista ci sarà anche la Presidente della Fisip Tiziana Nasi.

Nelle ultime due rassegne, l’Italia è salita più volte sul podio. A La Molina 2015 furono tre le gemme azzurre, una per metallo: oro nel cross con Pozzerle, che batté nella finalissima Roberto Cavicchi (argento) e poi, qualche giorno dopo, si mise al collo anche un bronzo nel banked slalom. Due anni dopo (2017), a Big White (Canada), Luchini conquistò un bronzo nel cross. Lo scorso anno, invece, in occasione dei Giochi di PyeongChang, è arrivata la prima medaglia italiana in una Paralimpiade grazie alla fiammata d’argento di Pozzerle.

Domani, mercoledì 27 marzo, il via sarà alle ore 10 italiane (11 locali) con le due run del banked slalom, sabato è prevista la seconda fatica col cross che, come già visto nella tappa di Coppa del Mondo a Big White, sarà con manche a 4 anziché a 2 come in passato. Domenica, infine, ci sarà per la prima volta nella storia la gara a squadre. «Qui è tutto perfetto, tempo da favola e neve stupenda, che ha permesso di preparare la pista nelle migliori condizioni – spiega il responsabile tecnico azzurro, Igor Confortin -. Domani non è previsto bellissimo tempo, ma speriamo che, invece, regga. Il training odierno è andato bene, abbiamo trovato la quadra. Ci sono tanti avversari forti, ma noi siamo pronti!».

Carico a mille Luchini, che vuole tornare sul podio iridato a due anni di distanza e che nel frattempo ha superato le selezioni per diventare maestro di snowboard. «Mi piace arrivare a una gara importante tranquillo, riflessivo come sono, cerco di abbassare il battito cardiaco, prima dello start al cancelletto – dice- non gasato o su di giri come fanno altri».

La paura? «Ci pensa il nostro mental coach, come anche lo skiman, sono figure che ci accompagnano fino a un minuto prima della gara. Ma la paura è qualcosa che fa parte di questo sport, che secondo me è il più bello del mondo, a contatto con le montagne, dentro paesaggi mozzafiato. Si scende anche a 70/80km orari, ne sono consapevole e sfido chiunque ad avere un pizzico di timore. Lo snowboard è classificato tra gli sport estremi, ci sarà una ragione. Ma quella sensazione è sana, ti fa stare attento, dà adrenalina ma pone il giusto limite. Poi ti diverti anche un sacco». Va sulla tavola da neve relativamente da poco Luchini, 28 anni di Prato, che a 20 ha cominciato a planare sulle nevi del Monte Cimone e non ha più smesso. Nascere senza una mano, in questa disciplina, non fa la differenza, l’equilibrio è questione soprattutto di gambe e braccia.

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Jacopo Luchini graffia la neve di La Molina. Nella seconda giornata di gare di Coppa del Mondo sulle nevi spagnole, il rider toscano dello Sci Club Paralimpic Fanano è riuscito a salire sul terzo gradino del podio, battendo in una finalina tutta azzurra il piemontese Paolo Priolo, che si è dovuto così accontentare del quarto posto. Eliminazione ai quarti, invece, per Manuel Pozzerle, superato dall’austriaco Patrick Mayrhofer (AUT), che si è aggiudicato poi l'argento alle spalle del francese Maxime Montaggioni, vincitore della tappa. 

«Ci sono state parecchie lamentele qui a La Molina perché le condizioni sono pessime, per cui abbiamo dovuto correre a 2 anziché a 4 come in Canada e le carte in tavola cambiano completamente - ha commentato il responsabile tecnico della Nazionale azzurra di snowboard, Igor Confortin -. Ieri non siamo andati benissimo, oggi dal punto di vista del risultato leggermente meglio e sono molto più soddisfatto, anche perché abbiamo lavorato più sulle parti tecniche, in vista della pista che incontreremo a fine mese in Finlandia per i Mondiali»  

Giovedì e venerdì, condizioni meteo permettendo, si torna in pista per due ulteriori gare di banked slalom. 

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Storico doppio podio nella Coppa del Mondo di parasnowboard a Big White. Per la prima volta in assoluto, la gara di cross vedeva scendere quattro atleti in contemporanea, proprio come avviene nelle competizioni Fis e olimpiche, e l’Italia ha voluto subito lasciare il segno.

Dietro al trionfatore francese Maxime Montaggioni, infatti, Jacopo Luchini è salito sul secondo gradino del podio, mentre Paolo Priolo sul terzo. Se il rider toscano è ormai abituato a certi risultati, per il piemontese si tratta di una primizia. «Sono felicissimo per il primo podio in carriera, finalmente è arrivato - esordisce Priolo -. Poi bello essere lassù con Jacopo, davvero emozionante. Dopo i Giochi di PyeongChang ho svoltato, cambiando il mio approccio alla gara e credendoci sin da inizio stagione. Nonostante un po’ di acciacchi per l’influenza, ho dato tutto. Adesso c’è già voglia di replicare giovedì e spero di recuperare ancora più energie».

 

Soddisfatto anche Luchini, seppure puntasse al bersaglio grosso: «Sono contento per il doppio podio italiano, anche se un po’ mi brucia perché so che avrei potuto aspirare anche alla vittoria. È andata così, ma prendiamoci questi bei risultati e usiamoli anche come stimolo per le prossime gare».

 

«L’impressione è stata positiva e correre a quattro è tutta un’altra storia - commenta il responsabile tecnico della Nazionale azzurra, Igor Confortin -. Sono felicissimo per il primo podio in carriera di Paolo, mentre per Jacopo la gioia è per averlo recuperato in fretta dopo l’infortunio, perché in questi casi si ha sempre il dubbio di aver fatto tutto giusto senza correre troppo. Pur non mettendo la tavola per quindici giorni fino all’immediata vigilia della gara, è andato forte, nonostante fosse un po’ imballato. Ora verrà cambiata un po’ la pista e vediamo cosa succederà nel secondo cross». I cancelletti si riapriranno giovedì 7 febbraio per un’altra gara di cross.

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