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Federazione sportiva paralimpica riconosciuta dal CIP

 

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Emozioni tricolori a Folgaria. Sulla pista Salizzona grande festa per gli eroi della Paralimpiade di Pechino 2022 e per coloro che si sono aggiudicati i titoli italiani e la Coppa Italia di quest’inverno. La manifestazione è stata organizzata magnificamente dallo Sci Club Edelweiss in collaborazione con la Scuola di sci Scie di Passione. Speacker d'eccezione Tommaso Balasso, la grande storica guida di Jerry Dal Maistro.

Ad aprire le danze è stata la categoria Vision Impaired femminile, che ha visto il primo successo in carriera di Chiara Mazzel (Sportabili), guidata da Fabrizio Casal: 47”33 il tempo vincente per la coppia trentina, già al comando dopo la prima manche. Piazza d’onore (49”84) per il tandem friulano della SportXAll composto da Martina Vozza e Ylenia Sabidussi, mentre al terzo posto si è piazzata Francesca Zapponi (Paralimpic Cimone), condotta da Luigi Parmeggiani (1’12”08). Tra le Standing, invece, un’altra prima volta, quella della giovanissima Chitra Ranieri (Sci Club Drusciè) in 55”51.

La squadra veneta festeggia un altro titolo tricolore, quello conquistato tra i Sitting dal bimedagliato paralimpico Renè De Silvestro. Nella disciplina in cui ha conquistato l’argento sulle nevi di Yanqing, il fuoriclasse di San Vito di Cadore si è imposto in 43”06, davanti a Federico Gagliotto (In2thewhite) e Alessio Signorini (In2thewhite), che hanno concluso le loro prove rispettivamente in 51”70 e 1’02”03.

 

 

Tra gli StandingFederico Pelizzari (Polisportiva Valcamonica) ha battuto per appena 5 centesimi il compagno di squadra Davide Bendotti, che nella seconda manche gli aveva rosicchiato la bellezza di 40 centesimi, sfiorando il colpaccio. Ha completato il podio Luca Palla (Brainpower) in 49”40.

Assolo tra i Vision Impaired, invece, per Giacomo Bertagnolli. Il portabandiera azzurro della Cerimonia d’apertura di Pechino 2022, guidato dal fido scudiero delle Fiamme Gialle Andrea Ravelli, ha sbaragliato la concorrenza in 45”03. L’argento se lo sono messi al collo i piemontesi Gianluca Vezza (54”01) e la sua guida Andrea Quarello, mentre il bronzo l’hanno conquistato altri due piemontesi, Marco Croce (1’01”30) e Alessandro Battaglino. A premiarli la trentina  plurimedagliata azzurra Melania Corradini, insieme alla presidente uscente della Fisip Tiziana Nasi.

Chitra Ranieri Gianluca Vezza (con la guida Andrea Quarello) sono stati proclamati anche quali vincitori del circuito nazionale di Coppa Italia e qui sotto li vedete festeggiare sul podio.

 

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Finisce con un settimo posto la prima avventura di Chiara Mazzel ai XIII Giochi Paralimpici invenali di Pechino 2022. Soddisfazione, in prospettiva Milano Cortina, per la sciatrice trentina, seguita dalla guida Fabrizio Casal, che quattro anni fa, a PyeongChang, ha conquistato due ori, un argento e un bronzo in coppia con Giacomo Bertagnolli.

I due sciatori trentini (fassana lei, di Capriana lui) hanno ottenuto il settimo posto con 1:39.60, in una gara che ha visto il dominio austriaco con Veronika Aigner e la sua guida Elisabeth prime con 1:31.53, seguite dalla sorella Barbara Aigner e dalla sua guida Klara Sykora (1:33.24). Terze le slovacche Alexandra Rexova ed Eva Trajcikova (1:36.31).

“Sono soddisfatta – assicura la Mazzel - in partenza mi sentivo elettrica e sicura di poter fare bene e in gara ho dato il meglio di me. E’ stata un’esperienza incredibile, la miglior occasione per divertirmi che ho avuto nella mia vita, anche come risultati, nonostante l’uscita di ieri, sono felice. La caduta di ieri, anzi, mi è servita, perché di solito le cadute mi aiutano a reagire. Milano Cortina? Cominceremo a lavorarci già da quando torniamo. La musica mi serve per riuscire a seguire la mia guida perché non vedo praticamente niente e senza un aiuto sonoro non riuscirei a fare nulla. Ringrazio Fabrizio che ha dato tanto e Riccardo che ha costruito il sistema di amplificazione che mi permette di sciare”.

“Abbiamo tirato fuori la carica da leoni che avevamo, abbiamo dato il massimo e fatto una grandissima prova – osserva Fabrizio Casal - ci siamo divertiti e siamo soddisfatti. Personalmente mi sono divertito come quattro anni fa a PyeongChang e magari chi sa, la prossima volta, senza tante pressioni, spacchiamo tutto”.

 Nella stessa gara, niente da fare per Martina Vozza e la sua guida Ylenia Sabidussi. La sciatrice friulana è uscita al termine della prima manche.

Domani l'ultimo impegno azzurro con ancora grandi speranze di medaglie nello slalom maschile (prima manche all'1.30, seconda alle 5.30 in diretta su Raidue) con Giacomo Bertagnolli e la sua guida Andrea Ravelli (Vision Impaired), Renè De Silvestro (Sitting), Federico Pelizzari e Davide Bendotti (Standing).

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Giornata tutta al femminile sulle nevi di Yanqing. Nel gigante Vision Impaired, ottavo posto per Martina Vozza (guida Ylenia Sabidussi), che ha fermato il tempo sul 2:08.83 (la friulana aveva chiuso in ottava posizione anche la prima manche con 1:03.20). L’oro è andato alle austriache Veronika Aigner ed Elisabeth Aigner (1:52.54), l’argento alle cinesi Daquing Zhu e Hanan Yan (1:59.85), il bronzo alle altre austriache Barbara Aigner e Klara Sykora (1:59.93).

Dopo le uscite di pista nelle prime tre gare, la friulana della SportXall - Hans Erlacher Team commenta così il riscatto: “Sono contenta di essere arrivata al traguardo. Nella seconda manche sono partita meglio rispetto alla prima ma devo trovare il modo di partire e sciare in gara come faccio in allenamento. Non penso di essermi del tutto sbloccata, anche se, come dicevo, la seconda manche è andata decisamente meglio. Domani c’è lo slalom, una specialità che prediligo rispetto al gigante e dove cercherò di partire al massimo e dare tutto”.

La sua guida, Ylenia Sabidussi, analizza così la gara: “La prima manche non è andata tanto bene ma nella seconda Martina ha fatto vedere qualcosa in più e sono convinta che nel momento in cui riuscirà a gestire le emozioni in partenza farà vedere qualcosa di veramente grande. Tecnicamente c’è da migliorare ma c’è tanto da migliorare anche in quelle che vincono. Sicuramente bisogna lavorare molto sulla testa. Domani ci aspetta lo slalom che ci piace più del gigante e che affronteremo con l’atteggiamento giusto”.

Caduta per fortuna senza gravi conseguenze, invece, per Chiara Mazzel, che oggi esordiva alle Paralimpiadi. Gli accertamenti ospedalieri hanno escluso qualunque frattura per la sciatrice di Cavalese, che domani si presenterà regolarmente al via del gigante, guidata da Fabrizio Casal.

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L’Italia cala il poker sulle nevi di Yanqing. Sono quattro le medaglie azzurre alla Paralimpiade di Pechino grazie ai due argenti davvero giganti firmati dal solito Giacomo Bertagnolli (guidato da Andrea Ravelli) e da Renè De Silvestro. Se per il primo si tratta del settimo podio ai Giochi tra PyeongChang 2018 (4) e rassegna cinese (3), per il veneto il secondo posto tra i Sitting rappresenta la prima gioia su un palcoscenico così importante dopo l’oro (supercombinata) e il bronzo (superG) di inizio 2022 ai Mondiali di Lillehammer.

Già argento in superG e oro in supercombinata, Bertagnolli e Ravelli oggi pomeriggio si metteranno al collo la terza medaglia di questa spedizione. Al comando al termine della prima manche (55.91), i due azzurri hanno terminato la seconda run in seconda posizione (1:51.02 il tempo totale), con un ritardo di 1.68 dai vincitori della gara, gli austriaci Johannes Aigner e Matteo Fleischmann (1:49.34), autori di una prestazione straordinaria. In terza posizione si sono piazzati gli slovacchi Miroslav Haraus e Maros Hudik (1:54.92).

“Sono un po' dispiaciuto, puntavo all’oro – ha dichiarato Bertagnolli a fine gara – ma non si può sempre vincere e so che gli altri sono lì, per questo bisogna mettersi a lavorare per fare sempre meglio: solo così posso pensare di riprendermi quello che oggi ho lasciato. Abbiamo disputato due belle manche ma loro sono stati più bravi: prenderemo questa gara come insegnamento per il futuro, vuol dire che qualcosa abbiamo sbagliato. È comunque una medaglia d’argento e non bisogna lamentarsi. Sono migliorato tanto ma gli altri hanno fatto come me se non di più. Con Aigner sarà una battaglia dura da qui fino a Milano Cortina. Le gare si vincono se tiri fino in fondo: ora testa allo Slalom, dove vogliamo fare bene”.

La seconda medaglia di giornata per l'Italia l’ha conquistata tra i Sitting uno straordinario Renè De Silvestro, secondo alle spalle del danese Jesper Pedersen: 1:57.50 il tempo del veneto, +3.30 di ritardo dallo scandinavo. Medaglia di bronzo per il cinese Zilu Liang (2:00.92).

“È un'emozione indescrivibile - confessa De Silvestro - questa medaglia significa molto per me, vuol dire che sono migliorato tanto rispetto a PyeongChang. Dopo la prima manche ero piuttosto deluso, ho cercato di riscattarmi nella seconda e ho spinto al massimo. Sapevo che sarebbe stato molto difficile recuperare sui primi due quindi non ho rischiato tutto. Mi è dispiaciuto per Jeroen Kampschreur, lo ammiro molto e non meritava di cadere. È un risultato che ripaga di tanti sacrifici: finalmente sono riuscito a regalare qualcosa a chi mi guarda, alla mia famiglia, al mio allenatore a casa, ai miei amici”.

La Paralimpiade del fuoriclasse dello Sci Club Drusciè non è finita: "Ora c'è lo Slalom, dove sono migliorato tanto e posso dire la mia. Metterò tutto me stesso per portare a casa un'altra medaglia". 

Nello Slalom Gigante di categoria Standing, Federico Pelizzari si è fermato ai piedi del podio, terminando al quarto posto con il crono complessivo di 1:56.36. Ventunesimo posto per l’altro azzurro in gara, Davide Bendotti (2:07.50).La gara è stata vinta dal finlandese Santeri Kiiveri (1:55.40). davanti allo statunitense Thomas Charles Walsh (1:55.44) e al francese Arthur Bauchet (1:55.89).

Queste le parole di Pelizzari, deluso dopo il secondo piazzamento consecutivo appena ai piedi del podio come in supercombinata: “Sono amareggiato, quest'anno ho fatto due quarti posti sempre in Gigante ma è tutta la stagione che sto tra i top five e sicuramente le basi per ripartire ci sono, mi manca quel piccolo passetto in più per non fare errori. Oggi, ho commesso un errore nella parte iniziale della prima manche che alla fine ho pagato. Ho preso molti rischi ma io scio sempre al massimo e quando si rischia è difficile fare la manche perfetta. L’unico modo per ricaricarmi, ora, è riuscire a portare a casa la medaglia in Slalom. Sono uno che vuole sempre vincere. Oggi ho sciato bene, non sono totalmente insoddisfatto ma arrivare quarto non è proprio il massimo”.

Così, invece, Bendotti: “Mi sono trovato meglio con questa neve, mi sono divertito di più rispetto alla run, peccato, con due manche così magari potevo entrare tra i primi quindici. Ora ho due giorni per preparare lo slalom, dove darò il massimo e poi vediamo cosa viene. È una Paralimpiade dura: già essere qui è un traguardo, se poi arriva qualcosa di più tanto meglio”.

Domani nella notte italiana (ore 1,30 la prima manche e 5,45 la seconda in diretta tv su Raidue) è in programma il gigante femminile. Sarà l’esordio assoluto per Chiara Mazzel, guidata da Fabrizio Casal (4 medaglie a PyeongChang 2018 con Giacomo Bertagnolli), mentre tornerà in pista in cerca di riscatto Martina Vozza, che seguirà le linee disegnatele da Ylenia Sabidussi.

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Dopo la medaglia d'argento in Super G di ieri, Giacomo Bertagnolli e la sua guida Andrea Ravelli regalano all'Italia il primo oro azzurro ai XIII Giochi Paralimpici invernali di Pechino 2022 nella supercombinata e domani (ore 11.20 ora italiana) potranno godersi l'Inno di Mameli nella Medal Plaza. Per il ventitreenne trentino delle Fiamme Gialle si stratta della sesta medaglia alle Paralimpiadi dopo le quattro di PyeongChang 2018 con Fabrizio Casal, che stamattina è stato tra i primi a voler farsi una foto con il portabandiera azzurro con cui ha condiviso numerosi successi.

Dopo aver terminato la prima manche, quella di superG, in terza posizione, nello slalom Bertagnolli e Ravelli hanno attaccato sin dalle prime porte, terminando la prova con il tempo di 1:49.80, 2.18 di vantaggio dagli austriaci Johannes Agner e Matteo Fleischmann (1:51.98). Il bronzo è andato ai britannici Neil Simpson e Andrew Simpson (1:52.81).

"Era una medaglia a cui tenevo molto perchè era l'unica che non avevo vinto quattro anni fa ai Giochi di PyeongChang - racconta un emozionatissimo Bertagnolli - non pensavo di farcela perché il livello è diventato molto alto e in questo momento è difficile solo pensare al podio. Abbiamo disputato, però, due manche veramente belle, in cui siamo riusciti a esprimerci bene, anche se tecnicamente non è stata la mia gara migliore. Ci abbiamo messo l'anima e abbiamo rischiato ma se vuoi prendere l'oro devi per forza rischiare".

Tante le dediche per questa medaglia: "Non mi sento di dire una persona sola ma anzi vorrei dedicarla a tutti quelli che mi sono stati vicino e hanno creduto in me". 

"È giusto che Giacomo si goda questo momento, perché riconfermarsi mette sempre grande pressione addosso - gli fa eco Ravelli - un'emozione fortissima quella che provo in questo momento, più forte di quelle che provavo quando correvo io. Un oro che ovviamente dedichiamo alle persone che ci sono state vicine ma che vogliamo dedicare soprattutto a noi stessi, perché ce lo siamo preso con tanti sforzi".

"Le cose cambiano ma l'unica cosa che rimane confernata è che Giacomo è uno straordinario campione. Confermarsi a questi livelli, anche alla luce della crescita agonistica da parte della concorrenza, significa tanto. Giacomo e la sua guida stanno dimostrando non solo di essere all'altezza della situazione ma anche di più e mi auguro che questo accada anche nelle prossime gare, perché se lo meritano tutto", è quanto ha dicharato il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli.

Nella categoria Standing, buon quinto posto per Federico Pelizzari (1:55.89). Fuori nella manche di slalom, invece, Davide Bendotti, mentre tra i Sitting era uscito in superG, Renè De Silvestro.

Queste le parole di Pelizzari: "Non sono molto soddisfatto, soprattutto dopo la prova in Super G, dove non ho trovato il giusto feeling. So che adesso arrivano le gare tecnche e posso fare due belle prestazioni. Cercherò, nei prossimi giorni, di prepararmi al meglio a livello mentale". 

"Non sono andato bene in Super G e ho provato a tirare in slalom - commenta Bendotti - non ho nulla da recriminare, anche perché sentivo che la gamba era a pezzi. Ora due giorni di riposo, che mi faranno sicuramente bene, e poi ci riproverò nelle prossime gare". 

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Un abbraccio d’argento. È quello tra Giacomo Bertagnolli e la sua guida Andrea Ravelli, che regalano all’Italia la prima medaglia alla Paralimpiade invernale di Pechino, sfrecciando fino all’argento nel superG categoria Vision Impaired (atleti con disabilità visive) sulle nevi di Yanqing.

I due portacolori delle Fiamme Gialle, che hanno cominciato la loro collaborazione nell’inverno 2018/2019, hanno fermato il tempo sul 1:09.31, giungendo con 40 centesimi di ritardo dai vincitori della gara, i britannici Neil Simpson e Andrew Simpson (1:08.91). Terzo posto per gli austriaci Johannes Aigner e Matteo Fleischmann (1:09.74).

 “Finalmente è arrivata – ha dichiarato Bertagnolli, alla quinta medaglia alle Paralimpiadi dopo le quattro del 2018 conquistate con Fabrizio Casal (che ora guida un’altra trentina, Chiara Mazzel) - ieri non è andata proprio bene, ma oggi ho tirato fuori quella forza in più che non avevo dimostrato in discesa libera. Avevo tante motivazioni per fare bene, volevo innanzitutto togliermi il dente e portare a casa una medaglia, quindi ottenere un risultato che ripagasse di tutta la fatica di questi ultimi anni e poi, per ultimo, volevo dedicare questa medaglia alla mia ragazza, che oggi compie gli anni. Domani (ore 3 e 7.15 in diretta tv su Raidue) mi aspetta la supercombinata, che a PyeongChang non era andata benissimo, e questo è un ulteriore motivo di riscatto”.

Così Ravelli, alla sua prima gioia paralimpica: “Sapevo che in superG Giacomo va più forte che in discesa libera. Oggi, rispetto a ieri, è sceso con il giusto mood. Io gli ho detto solo di godersela e di sciare all’altezza dello sciatore che è. La medaglia l’abbiamo costruita nel percorso centrale e nel muro, dove ha recuperato parecchio. Nel piano finale ha lasciato qualcosa ma la pista è così e siamo noi che dobbiamo adattarci”.

In campo femminile, Martina Vozza, guidata in pista da Ylenia Sabidussi, è caduta dopo circa venti secondi di gara, non riuscendo a riscattarsi dopo l’uscita di pista di ieri in discesa libera: “Mi si è staccato uno sci mentre affrontavo una porta. Sto male, perché è la gara alla quale tenevo di più. Fino a pochi giorni fa non avevo pressione, oggi la sentivo di più perché questa è la mia gara. In questo momento sono giù ma cercherò di risollevarmi in vista degli impegni di domani”.

“Mi dispiace perché so quanto Martina teneva a questa gara. A 17 anni ed è alla sua prima Paralimpiade: c’è tutto il tempo del mondo. Domani è un altro giorno e cercheremo di affrontare la gara come sempre sorridenti e serene”, ha aggiunto la guida Ylenia.

Nella standing maschile, diciottesimo posto con 1:14.70 per Federico Pelizzari, che a fine gara ha dichiarato: “A livello di sciata e di sensazioni in gara sono contento della mia prova ma speravo in qualcosa di più, pensavo di poter arrivare tra i primi cinque. Ora devo ricaricarmi perché domani ho la supercombinata e in slalom posso recuperare secondi”.

Davide Bendotti ha ottenuto il ventiduesimo posto con 1:16.30: “Sono abbastanza contento di questa prima gara, mi è piaciuta la mentalità con cui l’ho affrontata. Ho commesso un errore nel muro nella parte centrale ma ho dato il massimo, per questo mi sento soddisfatto. Prendo quella di oggi come una prova per la supercombinata di domani”.

La gara è stata vinta dal cinese Jingyi Liang (1:09.11), davanti all’austriaco Markus Salcher (1:09.35) e al canadese Alexis Guimond (1:10.02).

Nella sitting maschile, un grande Renè De Silvestro si è fermato appena ai piedi del podio, piazzandosi al quarto posto con il crono di 1:11.54. Oro per il norvegese Jesper Pedersen (1:09.69), argento per il neozelandese Corey Peters (1:10.16), bronzo per il giapponese Taiki Morii (1:10.61).

“Pensavo di aver fatto una gara da podio ma non è stato così – ha commentato l’azzurro - ho sbagliato nella parte centrale ma ho fatto bene nella parte bassa e finale. Ho rotto il ghiaccio e ho preso qualche rischio che potevo non prendere. Le mie sensazioni per questa Paralimpiade sono molto buone. Posso dire la mia in supercombinata, perché in slalom sono migliorato tanto ma anche in gigante. PyeongChang è stata una bella Paralimpiade, anche se ho peccato un po’ di inesperienza, mentre qui a Pechino so di poter fare bene”.

Queste le parole del Presidente del Cip, Luca Pancalli, che premierà gli azzurri nella Medal Plaza: "Abbiamo rotto il ghiaccio, con Giacomo che ha confermato il suo ottimo stato di forma. Vorrei anche sottolineare il buon quarto posto di Renè De Silvestro. Un po' di rammarico, invece, per la quinta posizione di Giuseppe Romele nel nordico. Il movimento paralimpico nel nostro Paese è esploso, lo abbiamo visto ai Giochi di Tokyo. Per quanto riguarda gli sport invernali è un momento di grande vitalità. Da parte nostra vogliamo innescare un meccanismo virtuoso e avvicinare il maggior numero di ragazze e ragazzi alla pratica sportiva, ispirare nuove generazioni di atleti”.

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Un esordio adrenalinico per gli azzurri sulle nevi di Yanqing. La prima fatica azzurra alla Paralimpiade di Pechino 2022 è stata la discesa libera, in cui ad aprire le danze è stata Martina Vozza (guidata da Ylenia Sabidussi). Scesa con il pettorale numero 8, la sciatrice friulana, che compirà 18 anni ad aprile, è uscita subito dopo il primo intermedio. Attimi di apprensione e poi, per fortuna, la notizia che si è trattata soltanto di una forte contusione al ginocchio. L’oro è andato alla slovacca Henrieta Farkasova (guida Martin Motyka) con il tempo di 1:19.50, mentre l’argento alla cinese Daquing Zhu (guida Hanhan Yan) con 1:21.75, bronzo alla britannica Millie Knight (guida Brett Wild) con 1:23.20.

Questo il commento di Martina: “Mi dispiace perché mi sentivo meglio rispetto ai giorni scorsi. Ho preso una botta sotto al ginocchio ma ora sto meglio. Stavo spingendo più del solito, sono scivolata e mi si è agganciato lo sci ma per fortuna nulla di grave. La pista non era facile, più scivolosa rispetto alle prove ma sono contenta di aver fatto la discesa libera, perché non ero convinta di farla. Ora sono carica per il superG di domani, che è la mia gara e dove so che potrò dare il massimo”.

“Preferisco quando Martina cerca di spingere e dare il massimo, anche se rischia di cadere – assicura la sua guida Ylenia Sabidussi – sono contenta per oggi, l’unica cosa che poteva andare meglio sarebbe stato arrivare al traguardo ma va bene cosi, non vedevamo l’ora di partire. Ci avevano avvisati i normodotati che era una neve diversa, però alla fine ci piace e ci siamo abituate bene”.

 

Sesto posto, invece, per il portabandiera dell’Italia ai Giochi, Giacomo Bertagnolli, che insieme alla sua guida Andrea Ravelli ha fermato il tempo sul 1:17.05, con 3.60 di ritardo dal vincitore della gara, l’austriaco Johannes Aigner (guida Matteo Fleischmann), oro con il crono di 1:13.45. Alle spalle degli austriaci si sono piazzati i canadesi Mac Marcoux e Tristan Rodgers (1:13.81) e i francesi Hyacinthe Deleplace Valentin Giraud-Moine (1:14.10).

“Potevamo fare meglio – il commento di Bertagnolli - è stata una gara particolare ma non sono partito convinto, non era la mia disciplina. Ci sono ancora quattro gare ma sarebbe stato importante iniziare meglio. Il livello si è alzato molto e non devo distrarmi. Tanti errori e neve molto diversa rispetto ai giorni nostri e il risultato lo dimostra. Speravo andasse meglio ma non si può sempre avere tutto. A ogni modo siamo solo all’inizio”.

 

“Non ho sentito la sua tensione, ma conoscendolo sapevo che era una gara molto difficile per Giacomo – osserva Andrea Ravelli - va bene anche questo sesto posto, l’importante è rimanere concentrati”.

Nella categoria Standing maschile, dodicesimo tempo per Federico Pelizzari. Il lombardo, all’esordio assoluto alla Paralimpiade proprio come la Vozza, ha sciato in 1:19.73. Primo gradino del podio per il francese Arthur Baucet (1:14.92), secondo per l'austriaco Markus Salcher (1:15.25), terzo per lo svizzero Theo Gmuer (1:16.17).

Queste le parole di Federico: " Tutto sommato è andata abbastanza bene, era soltanto la mia seconda discesa libera, per cui sono partito abbastanza tranquillo. Ho un buon feeling con la velocità e credo sia un buon punto di partenza. Non avevo grandi aspettative, il risultato non è stato dei migliori, ma va bene così. Cercherò di dare il massimo in tutte le specialità, soprattutto nelle due prove tecniche (gigante e slalom) e nella supercombinata. Cercherò di dare il possibile ma mi vedo meglio nelle due discipline tecniche e nella supercombinata (di cui è bronzo mondiale in carica; ndr)”.

L’occasione di riscatto c’è già domani mattina, ovvero nella notte italiana (ore 3 in diretta tv su Raidue). La prima a scendere in pista nel superG sarà Martina Vozza con Ylenia Sabidussi (pettorale numero 1). Seguiranno le gare maschili, che vedranno impegnati Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli (pettorale 5) tra i Visually Impaired, Federico Pelizzari (28) e Davide Bendotti (38) tra gli Standing, e Renè De Silvestro (58) tra i Sitting.

Domani a Zhangjiakou comincerà la Paralimpiade nello sci di fondo del lombardo Giuseppe Romele e del piemontese Michele Biglione, impegnati nella long distance Sitting (18 km). Il primo sogna il riscatto nella gara in cui sbagliò strada a gennaio vedendo sfumare l’oro mondiale, mentre per il secondo è l’esordio assoluto.

Sempre a Zhangjiakou partono anche i Giochi dello snowboard con le qualificazioni del cross (ore 4.30 in diretta tv su Raidue) in vista della finale di lunedì: in pista il fresco vincitore della Coppa del Mondo Jacopo Luchini e i due debuttanti Riccardo Cardani e Mirko Moro.

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Il Comitato Italiano Paralimpico ha ufficializzato le convocazioni per i prossimi Giochi Paralimpici invernali di Pechino (4-13 marzo). Dei 32 atleti, 15 sono tesserati della Fisip così divisi: 9 nello sci alpino (di cui 3 guide), 3 nello snowboard e tre nello sci nordico. Per la prima volta nella storia della nostra Federazione, possiamo festeggiare il portabandiera della Cerimonia d'apertura, Giacomo Bertagnolli. In passato, avevamo avuto questo onore due volte nella chiusura a Sochi 2014 con Andrea Valenti e a PyeongChang 2018 proprio con Bertagnolli.

Segue il Comunicato:

 

La Giunta Nazionale del Comitato Italiano Paralimpico ha dato il via libera ai nomi che comporranno la Squadra Italiana che prenderà parte ai XIII Giochi Paralimpici invernali, che si terranno a Pechino dal 4 al 13 marzo 2022. Saranno in tutto 32 gli atleti partecipanti (numero che comprende tre atleti guida) impegnati in quattro discipline: para ice hockey, sci alpino, sci nordico e snowboard.  Presenze che fanno registrare un incremento del 23% rispetto alla precedente edizione, PyeongChang 2018.

Sono questi, dunque, le atlete e gli atleti chiamati a difendere i colori azzurri alla Paralimpiade di Pechino. Per il para ice hockey: Alessandro Andreoni, Gabriele Araudo, Bruno Balossetti, Cristoph De Paoli, Alex Enederle, Stephan Kafmann, Julian Kasslatter, Gabriele Lanza, Nils Larch, Andrea Macrì, Roberto Radice, Matteo Remotti Marnini, Gianluigi Rosa, Santino Stillitano, Francesco Torella, Gian Luca Cavaliere, Stefan Kerschbaumer. Nello sci alpino Davide Bendotti, Renè De Silvestro, Federico Pelizzari, Giacomo Bertagnolli, Chiara Mazzel e Martina Vozza e le rispettive guide Andrea Ravelli, Fabrizio Casal, Ylenia Sabidussi. A gareggiare nello snowboard per l’Italia saranno Jacopo Luchini, Riccardo Cardani e Mirko Moro. Nello sci nordico Cristian Toninelli, Giuseppe Romele e Michele Biglione.

Scende, invece, l’età media della Squadra che passa dai 33,1 anni dell’edizione del 2018 a 31,3 per una nazionale che annovera ben 12 esordienti in una competizione paralimpica. La disciplina con l’età media più bassa è lo sci alpino (24,7 anni). Gli atleti azzurri impegnati nello sci alpino saranno più del doppio (9) di coloro che hanno solcato le nevi di PyeongChang (4). Anche lo sci nordico incrementa il numero di atleti in gara, 3 rispetto a 1 nel 2018. L’atleta più giovane della Delegazione sarà Martina Vozza, 18 anni ancora da compiere. Il veterano del gruppo è Santino Stillitano, classe 1969, alla sua quarta Paralimpiade.

La presenza di 3 atleti della Delegazione, tuttavia, è ancora subordinata da una parte all'assegnazione dello status di classificazione eleggibile e in un caso alla decisione degli slot da parte della commissione bipartitica. Per avere la conferma della partecipazione di tutti i convocati, bisognerà dunque attendere la seconda settimana di febbraio.

La Delegazione sarà guidata dal Capo Missione Juri Stara, Segretario Generale del Comitato Italiano Paralimpico e capitanata dal portabandiera azzurro Giacomo Bertagnolli. La dottoressa Emiliana Bizzarrini ricoprirà il ruolo di Chief Medical Officer

"L'Italia si presenta alle Paralimpiadi di Pechino con una Squadra ambiziosa e dalle grandi potenzialità. Si tratta di un gruppo guidato da atleti di grande esperienza ma con tanti esordienti e un’età media più bassa rispetto alle precedenti edizioni. Una squadra che nelle ultime sfide internazionali ha dimostrato di poter competere ad alto livello e di poter puntare a ottenere risultati importanti in tutte le discipline. Merito dell'ottimo lavoro svolto dalla Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici e dalla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio - guidate rispettivamente da Tiziana Nasi e da Andrea Gios - che in questi anni hanno svolto un ottimo lavoro e hanno saputo investire sui giovani, dando così un presente solido e una nuova prospettiva al nostro movimento negli sport invernali. Anche questa volta ci presenteremo alla massima competizione paralimpica con l'orgoglio di rappresentare il nostro Paese nel mondo e con l'obiettivo di regalare ai nostri concittadini altre gioie ed emozioni". È quanto dichiara Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico.

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Si chiude in bellezza il Mondiale paralimpico della neve di Lillehammer. Nella giornata conclusiva della rassegna iridata sulle nevi norvegesi arriva la nona medaglia azzurra, la terza a portar la firma di Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli, argento nello slalom parallelo, evento sperimentale non presente ai prossimi Giochi di Pechino. In un evento in cui tutti gli atleti dello stesso genere gareggiavano senza distinzione di categoria in virtù del fattore di conversione dei tempi calcolato in base alla loro disabilità, il tandem delle Fiamme Gialle si è assicurato una medaglia superando in semifinale il fortissimo atleta Standing russo Aleksei Bugaev, ma poi si è arreso in finale alla coppia Visually Impaired austriaca composta da Johannes Aigner e la sua guida Matteo Fleischmann.

Questo il commento di Ravelli, guida dell’alfiere azzurro nella Cerimonia d’apertura dell’imminente Paralimpiade (4-13 marzo): «Bello chiudere con un argento, è stata una gara combattuta, in cui in semifinale abbiamo battuto un atleta fortissimo come Bugaev, mentre nell’ultimo atto sono stati più bravi gli austriaci. Siamo comunque molto contenti».

Eliminati ai quarti di finale gli altri azzurri in gara: Federico Pelizzari tra gli uomini e Martina Vozza (guidata da Ylenia Sabidussi) tra le donne.

Con l’ultimo guizzo, la spedizione azzurra della Fisip chiude così con nove medaglie ripartite tra sci alpino (7), snowboard (1) e sci di fondo (1). Nello specifico, sono state due le gemme del metallo più prezioso (Renè De Silvestro nella supercombinata Sitting e Bertagnolli-Ravelli nel gigante Visually Impared), quattro d’argento (Giuseppe Romele nella middle distance Sitting di fondo, Jacopo Luchini nel dual banked slalom Upper Limb di snowboard e due volte Bertagnolli-Ravelli in slalom e gigante) e tre di bronzo (De Silvestro in superG Sitting oltre ai due podi all’esordio di Federico Pelizzari nella supercombinata Standing e del tandem composto da Martina Vozza e la sua guida Ylenia Sabidussi nello slalom Visually Impaired). Al termine di una rassegna resa ancor più complicata dalla situazione pandemica (diverse le positività che hanno impedito anche ai nostri atleti di svolgere tutte le gare), la compagine azzurra fa rotta sulla Paralimpiade.

Questo il commento finale del Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli: «Con l'argento nello slalom parallelo di Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli si chiude un Mondiale strepitoso per i colori azzurri. L'Italia porta a casa 9 medaglie e tante indicazioni importanti in vista delle Paralimpiadi invernali di Pechino22. Il gruppo azzurro conferma di avere talento e grandi potenzialità. Ma questi ottimi risultati sono frutto soprattutto dell'ottimo lavoro svolto in questi anni dalle atlete e degli atleti paralimpici sotto la guida della FISIP, dei tecnici e dei Gruppi Sportivi. Ora testa e cuore ai Giochi di Pechino dove, come sempre, daremo il massimo per onorare al meglio il nostro Paese».

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La prima volta non si scorda mai. Martina Vozza e la sua guida Ylenia Sabidussi festeggiano un bronzo storico sulle nevi di Lillehammer, grazie al terzo posto nello slalom categoria Visually Impaired. Quarte dopo la prima manche, le due azzurre entrambe originarie del Friuli Venezia Giulia hanno scalato l’ultima posizione per salire sui tanto agognati gradini con una seconda discesa senza sbavature, approfittando anche dell’uscita di pista della leader a metà gara, ovvero l’austriaca Barbara Aigner. A vincere è stata la britannica Menna Fitzpatrick (guidata da Katie Guest) in 1’29”87, davanti all’austriaca Elina Stary (a 0”53) e alla Vozza (a 3”98).

Euforiche le due italiane dopo aver riportato l’Italia sul podio in campo femminile a distanza di 13 anni dall’ultima volta (2009), quando Melania Corradini conquistò 4 medaglie in Corea del Sud: «Dopo tutta la sfortuna degli ultimi mesi tra classificazioni, Covid e altro ci voleva anche un po’ di fortuna! Noi abbiamo dato il massimo e finalmente sono venite due manche complete senza grossi errori». Poi Martina, diciassettenne di Monfalcone tesserata per la Sport X All - Hans Erlacher Team, aggiunge: «Non mi aspettavo proprio un podio in slalom, ho solo cercato di sciare meglio possibile e attaccare e finalmente ho avuto fortuna».

Era uscita nella prima manche dopo poche porte, invece, Chiara Mazzel, che aveva provato ad attaccare come venerdì in gigante, seguendo le linee tracciate da Fabrizio Casal.

Si è fermato appena ai piedi del podio nella sprint di sci di fondo, Giuseppe Romele,  quarto tra i Sitting. Nelle qualificazioni si è era fermato Cristian Toninelli tra gli Standing.

Eliminate ai quarti di finale, invece, le due coppie azzurre (Jacopo Luchini & Riccardo Cardani e Mirko Moro & Paolo Priolo) nel team event dello snowboard).

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