La coppia Bertagnolli – Ravelli nella storia dopo aver sciato alla mitica 3Tre

Pubblicato il 23 Dic 2022

Ieri sera il pubblico della “3Tre”, la competizione sciistica più antica d’Italia con le sue sessantanove edizioni, non ha applaudito solamente Daniel Yule, Henrik Kristoffersen e Linus Strasser. Oltre agli atleti saliti sul podio e che hanno illuminato con il loro talento la pista del Canalone Miramonti, lo Slalom Speciale di Coppa del Mondo ha permesso che si scrivesse una pagina di storia dello sport invernale all’insegna dell’inclusione.

A Madonna di Campiglio il campione paralimpico Giacomo Bertagnolli e la sua guida Andrea Ravelli sono stati gli apripista d’eccezione dell’evento.

Un momento che riveste un significato speciale per il panorama, nazionale e internazionale, degli sport invernali paralimpici e che, si augura il Presidente della FISIP Paolo Tavian, possa essere solo la prima pagina di un libro molto lungo: “Oggi abbiamo aperto delle nuove porte, facendo scoprire ai campionissimi dello sci alpino di questi anni cos’è e cosa può essere il mondo paralimpico. Al mattino, durante l’allenamento, i migliori slalomisti del pianeta osservavano con molta curiosità Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli che sciavano. Questo appuntamento può sicuramente essere un punto di partenza per inseguire nuovi traguardi all’insegna dell’integrazione”.

Otto medaglie alle Paralimpiadi, undici podi iridati, ma l’emozione di affacciarsi al cancelletto di partenza della mitica 3Tre è stato qualcosa di speciale anche per uno come Giacomo Bertagnolli, abituato ai palcoscenici di alto livello: “E’ stato bellissimo e molto emozionante, ci siamo veramente divertiti a sciare su una pista tosta e che non perdona la minima sbavatura. Siamo arrivati in fondo, svolgendo al meglio il nostro compito e anche, nella seconda manche, sciando con più disinvoltura e con maggiore efficacia. Credo che il pubblico dopo le nostre due discese si sia incuriosito rispetto allo sci alpino paralimpico, vedremo cosa succederà nei prossimi anni”.

Bertagnolli e la sua guida Ravelli, oltre a condividere la fatica del professionismo dentro e fuori dalla pista, hanno la stessa visione su come questa prima volta lascerà un’impronta indelebile nel dialogo tra sport paralimpico e sport per i normodotati e come però bisognerà dar seguito a questa serata: “Penso che il primo obiettivo da raggiungere – e oggi abbiamo posto un importante tassello in questo senso – è far conoscere alla gente e agli appassionati della neve la nostra disciplina. Se c’è poca conoscenza, di conseguenza c’è poco interesse. Nel momento in cui lo sport paralimpico, e nello specifico quello invernale, verrà pubblicizzato con maggiore frequenza, trasmesso di più in televisione, l’interesse della gente aumenterà in maniera naturale. Noi contiamo di ripetere nuove iniziative del genere e speriamo che, per esempio, il ruolo di apripista svolto da un atleta paralimpico diventi un’abitudine nel calendario internazionale. Deve passare il messaggio che ci siamo anche noi e che siamo degli atleti e atlete a tutto tondo con i propri allenamenti e le proprie gare più importanti, vedi i Mondiali, come i normodotati”.

(23 dicembre 2022) © Press Office FISIP. In copertina Bertagnolli e Ravelli all’evento 3Tre © Paolo Bisti

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