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L’Italia di para snowboard chiude la Coppa del Mondo con il quinto podio in quattro gare. A centrarlo sulle nevi di casa di Colere è stata la new entry di questa stagione: Mirko Moro, terzo nella finale Upper Limb (atleti con disabilità agli arti superiori). Al quarto posto della big final si è piazzato Jacopo Luchini, caduto mentre era in seconda posizione: un imprevisto che ha visto andare in frantumi i sogni di vincere la Coppa del Mondo per il rider dello Sci Club Paralimpic Fanano, conquistata dal britannico James Barnes-Miller, secondo al traguardo dietro al vincitore di giornata, il francese Maxime Montaggioni.

Ecco il commento di Moro, diciottenne rider della Polha Varese, società che ha organizzato al meglio le due gare conclusive di questo inverno dal calendario ristretto:

«Sono stracontento perché sono riuscito a salire sul podio per la seconda volta in quattro gare, dopo una prima giornata in cui non riuscivo a dare il 100%. Oggi è andata meglio ed è stato bello riuscirci in casa, il secondo terzo posto mi ha permesso di chiudere terzo anche in Coppa del Mondo ed è stato bello vincere anche una medaglia per quello. Ora spero di fare risultati migliori l’anno prossimo. Mi dispiace un sacco per Jacopo, perché mi è caduto davanti e si è visto sfuggire così la Coppa del Mondo».

La graduatoria finale vede, dunque, Barnes-Miller con 3400 punti, Luchini secondo a quota 3300 e Moro terzo a 1980. Quinta piazza finale per l’altro portacolori della Polha Varese, Riccardo Cardani (1770), dopo l’ottavo posto di oggi. Nono posto, odierno, invece per il piemontese Paolo Priolo, che aveva saltato la precedente tappa in Finlandia perché ancora non al meglio dopo aver contratto il Covid in autunno.

Grazie ai suoi quattro alfieri, l’Italia chiude sul podio anche nella classifica per nazioni, che somma i risultati maschili e femminili di tutte le categorie con 7030 punti. Primo posto per l’Olanda (8550), secondo per gli Stati Uniti (7730).

Ecco il commento conclusivo del responsabile tecnico azzurro, Igor Confortin:

«Sono un po’ dispiaciuto perché vedere sfumare la Coppa del Mondo nella gara di casa fa un po’ male, però almeno l’abbiamo persa noi e non ce la siamo vista togliere per i protocolli Covid come l’anno scorso. Adesso siamo in credito con la fortuna, però sono soddisfatto perché la squadra è cresciuta moltissimo e siamo al terzo posto nella graduatoria che considera i migliori tre maschi tra le varie categorie e le migliori tre femmine, per cui non avendo queste ultime, possiamo contare soltanto sulla metà dei punti. Baratto qualsiasi medaglia per un risultato ai Giochi dell’anno prossimo, forse dobbiamo imparare bene a perdere prima di vincere. Jacopo non stava benissimo e forse non abbiamo gestito bene la situazione perché se ieri non avesse fatto l’errore al primo salto, probabilmente poteva già chiudere i conti. Oggi è partito male dalla qualifica, è dovuto risalire partendo sempre con la peggior scelta di cancello, ma è riuscito comunque ad arrivare in finale. Mirko gli ha ceduto la scelta del cancello perché Jacopo si giocava la Coppa del Mondo, ci abbiamo provato, ma è andata così».

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Tutto pronto a Colere per la Coppa del Mondo di para snowboard. Dopo la tappa di metà febbraio a Phya, in Finlandia, l’Ipc ha deciso di accettare la candidatura della località lombarda che il 1° e il 2 aprile ospiterà altre due gare si snowboard cross. Un aggiunta inedita al calendario internazionale, che darà la possibilità ai circa 40 atleti iscritti da ogni angolo del pianeta di scaldare i motori a poco meno di un anno dai Giochi Paralimpici di Pechino (4-13 marzo 2022).

«Dopo le gare di Pyha, era chiaro che avremmo dovuto trovare un’altra località capace di ospitare un’ulteriore tappa di Coppa del Mondo in questa difficile stagione, anche per venire incontro agli atleti – ha dichiarato il race director del World Para Snowboard, Alex Andreis -. Si sono allenati duramente per migliorare ed era giusto dargli la possibilità di competere con avversari da tutto il mondo, in un ambiente sicuro. A Colere, grazie al lavoro di tutte le parti interessate, abbiamo trovato quello che cercavamo».

Felice della scelta anche la presidente della Fisip, Tiziana Nasi: «Il Comitato Italiano Paralimpico, la nostra federazione, il Comitato organizzatore e la società Polha Varese sono tutti entusiasti e orgogliosi di ospitare la Coppa del Mondo in Italia a distanza di cinque anni dall’ultima volta».

I padroni di casa dell’Italia vogliono fare bella figura sulle nevi amiche, con Jacopo Luchini a guidare la pattuglia azzurra. Il rider toscano dello Sci Club Paralimpic Fanano, vincitore di entrambi gli appuntamenti in Finlandia, ha potuto studiare tutti i segreti della pista, grazie a un camp organizzato insieme ai compagni di Nazionale, ovvero i due lombardi della Polha Varese Mirko Moro e Riccardo Cardani, rispettivamente terzo e quarto nell’ultima gara di Pyha, e il piemontese Paolo Priolo (Discesaliberi), al rientro dopo che il Covid l’aveva fermato durante la preparazione autunnale.

 

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Jacopo Luchini in azione a Phya (credit photo: Simo Vilhunen)

 

«Bello essere qui in Italia, sono tutti entusiasti della location, dell’ospitalità e del cibo. Già dopo il primo giorno di training, un gran numero di squadre hanno chiesto di poter tornare ad allenarsi, di ripetere le finali di Coppa del Mondo qui perché si sta bene – racconta il responsabile tecnico dello snowboard, Igor Confortin -. La pista è più lunga di quella che abbiamo trovato in Finlandia, un po’ più piccolina, ma con più strutture. È la prima volta che viene ospitata una tappa del nostro circuito, ma gli organizzatori hanno lavorato alacremente, per cui voglio ringraziare lo Scalve Snowboard Team nelle persone di Michele e Cristian Belinghieri. Sono molto esperti nell’organizzazione di gare e nella costruzione di piste, ma era un esordio per loro nel mondo paralimpico, il risultato è un tracciato di medio livello che si adatta sia ai rider forti sia a quelli che hanno bisogno di crescere in sicurezza. Ci sono punti più veloci e altri più tecnici, saremo attorno ai 55 secondi di gare. Grazie ai loro sforzi, a quelli della Polha Varese e della Fisip, dei gestori degli impianti, di Silvio e Giulia dello Chalet Pian del Sole, tutto questo è stato possibile e confortevole per tutti gli ospiti, in un periodo in cui è difficoltoso anche andare a fare la spesa».

Per maggiore sicurezza, domani, nel giorno di riposo prima delle gare, tutte le squadre si sottoporranno a un ulteriore tampone, così da garantire il regolare svolgimento dell’evento. Lo spettacolo è garantito.  

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Giuseppe Romele chiude la stagione come l'aveva iniziata, ovvero con un altro podio. Nell'ultima gara stagionale di Coppa del Mondo di sci di fondo sulle nevi di Vuokatti (Finlandia), il ventinovenne della Polisportiva Disabili Valcamonica ha conquistato il sesto piazzamento di rilievo del suo inverno da incorniciare (2 vittorie e 4 secondi posti), venendo superato nella short distance soltanto da Ivan Golubkov per 6"7.

Il lombardo chiude così anche al secondo posto assoluto nella graduatoria generale di Coppa, proprio alle spalle del russo, che Romele è riuscito a battere in due occasioni in questa stagione. Appuntamento alla prossima stagione per un duello che si dipanerà non solo in Coppa del Mondo ma anche ai Mondiali di Lillehammer (recupero dell'edizione 2021, previsti nel gennaio 2022) alla Paralimpiade di Pechino (4-13 marzo 2022).

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Continua la stagione magica di Giuseppe Romele. Nella tappa di Coppa del Mondo di sci di fondo a Vuokatti, il ventinovenne della Valcamonica ha conquistato la seconda vittoria in carriera, terminando al primo posto nella long distance della categoria Sitting (18 km). Una gara (54’30”7) in crescendo costante, che gli ha permesso nelle battute finali di sopravanzare il russo Ivan Golubkov di otto secondi, così da conquistare il secondo podio della trasferta finlandese, nonché il quinto in un mese di marzo davvero speciale.

Una gioia che ha echeggiato fino in Lombardia, dove un felicissimo Angelo Martinoli, vicepresidente della Polisportiva Disabili Valcamonica, ha commentato: «Ci sta regalando delle emozioni inaspettate, forse anche per lui. Già la scorsa estate, seguendolo mentre sosteneva i carichi di lavoro assegnatigli dal responsabile tecnico Duilio Friz e dal preparatore atletico Paolo Marchetti, mi ero stupito di come andasse forte con gli skiroll. In questo inverno con poche gare, ha saputo dimostrare il suo valore sulla neve, una cosa non da poco per un ragazzo che arriva dal nuoto. Il suo segreto è la grande determinazione e sono molto felice in particolare per il successo odierno perché ci teneva molto alla 18 km perché mi ha sempre detto di sentirsi un atleta fatto per le lunghe distanze e aveva ragione».

Domani, Romele proverà a stupire ancora anche nella short distance (7,5 km), format in cui cerca riscatto tra gli Standing l’altro azzurro Cristian Toninelli, anch’egli tesserato per la Polisportiva Disabili Valcamonica, ieri 10° nella long distance. «Se Cristian fosse partito più deciso avrebbe scalato qualche posizione – commenta Martinoli -.Riponiamo grandi speranze anche su di lui, deve convincersi che l’ allenamento costante e l’esempio di Giuseppe gli possono essere utili, così come lui è stato un punto di riferimento prima per Beppe. Non va dimenticato che ha cominciato a sciare poco prima dei Giochi di PyeongChang e l’adattamento dal calcio non è semplicissimo: ci vogliono pazienza e determinazione».

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Giuseppe Romele fa tris a Planica. Terza gara sulle nevi slovene per il ventinovenne di Lovere e terzo podio per una settimana da incorniciare a Planica. Dopo la vittoria nella short distance (5 km) di mercoledì e il secondo posto di giovedì nella sprint, oggi il portacolori della Polisportiva Disabili Valcamonica si è piazzato nuovamente secondo nella middle distance (10 km), terminando staccato di 20 secondi dal russo Ivan Golubkov (29’46”7).

"Non so cosa dire perché questa settimana mi aspettavo di far bene, ma non così - ha dichiarato ancora emozionato Romele, ormai diventato un habitué del podio sloveno -. Adesso però devo tenere duro e la prossima settimana si va in Finlandia, dove spero di fare ancora bene".

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Giuseppe Romele concede il bis nella tappa di Coppa del Mondo a Planica. Secondo podio in due giorni tra i Sitting per il fondista bresciano classe 1992 della Polisportiva Disabili Valcamonica che, dopo il successo nella short distance (5 km) di mercoledì, si è piazzato secondo nella sprint odierna, alle spalle del russo Ivan Golubkov.

«Un altro podio inaspettato per me, adesso devo continuare così perché la settimana è solo a metà – ha dichiarato euforico Romele, originario di Lovere -. Dopo due giorni di tranquillità, domenica proviamo a dare tutto quanto ancora una volta nell’ultima gara».

Molto soddisfatto anche il responsabile tecnico azzurro, Duilio Friz: «Dopo tre anni di sacrifici, Beppe ha raccolto i risultati, mostrando progressi enormi per un atleta che arrivava dal nuoto. Abbiamo lavorato tantissimo in questa stagione per arrivare a questi podi. Basti pensare che a novembre, nel ritiro di Livigno, abbiamo fatto 853 km di spinte in 21 giorni».

Per quanto riguarda gli altri azzurri in gara, eliminazione nella fase di qualificazione per Michele Biglione (17° tra i Sitting), Cristian Toninelli (13° tra gli Standing), Filippo Uber (16° tra gli Standing) e Anila Hoxha (9ª ta le Sitting).

Domenica 7 marzo sarà la volta delle gare middle distance.

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Un fulmine azzurro sfreccia sulle nevi di Planica. Giuseppe Romele, «Beppe» come viene chiamato in squadra, ha ottenuto questa mattina la prima vittoria in Coppa del Mondo, mettendo in riga tutti i rivali nella gara short distance di 5 km, grazie al tempo finale di 12’59”4 al netto del coefficiente di disabilità. Staccato di 13” Ivan Golubkov, secondo, e di 25” l’altro russo Aleksandr Davidovich, terzo. Diciottesimo posto all’esordio per l'altro azzurro inserito nella categoria Sitting, Michele Biglione. L'Italia ritrova così il podio nella disciplina che mancava dal dicembre del 2013, quando Francesca Porcellato fu seconda a Canmore, in Canada.

«Non so cosa dire perché mi aspettavo di fare bene, ma non di arrivare sul podio così, figuriamoci di vincere – ha commentato euforico lo sciatore lombardo, che vanta anche un passato nel nuoto paralimpico -. Ringrazio la Fisip e la mia società, la Polisportiva Disabili Valcamonica, perché nonostante questo periodo difficile della pandemia, sono riuscito ad allenarmi in giro per l’Italia e per l’Europa senza intoppi. È un nuovo inizio e da qui si riparte, vediamo già domani nella sprint come proseguirà».

 

romele podio

 

Tra gli Standing, invece, tredicesimo posto per Cristian Toninelli, penalizzato da una caduta in discesa, e sedicesimo per Filippo Uber.

«Siamo rimasti tutti quanti contenti del lavoro fatto finora, che Beppe ha fatto fruttare con questa splendida vittoria. È stato bello ricevere tanti complimenti anche dalle altre Nazionali, come Russia, Stati Uniti e Germania che di solito sono le padrone di questa disciplina – ha commentato il responsabile tecnico italiano, Duilio Friz -. Poi sono soddisfatto anche di Michele Biglione, che per essere alla prima gara è andato bene anche lui tra i Sitting. Prendiamo anche i 160 punti di Cristian Toninelli tra gli Standing, peccato per la caduta che gli è costata un minuto di tempo, ma domani ci rifaremo. Ci aspetta una sprint e speriamo di replicare. Beppe, sicuramente, è già galvanizzato dal successo odierno». Ci sarà da divertirsi anche domani, dunque.

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Weekend trionfale per l’Italia dello snowboard in Coppa del Mondo. Sulle nevi di Pyha, in Finlandia, il mattatore assoluto è stato Jacopo Luchini, vincitore di entrambe le gare di cross disputate per la categoria Upper Limb (atleti con disabilità agli arti superiori). E pensare che prima di questa trasferta, il rider toscano si era imposto soltanto in banked slalom, lo scorso anno a La Molina. Al Circolo Polare Artico, ha raddoppiato, salendo così a quattro successi in carriera.

La seconda giornata è stata ancora più felice per i colori azzurri perché erano ben tre i rider nostrani nella finale, con Mirko Moro che ha agguantato il primo podio in carriera piazzandosi terzo e Riccardo Cardani che ha ottenuto il miglior risultato personale di sempre, quarto. Non male davvero per due esordienti in Coppa del Mondo.

«Un’emozione immensa, finalmente sono riuscito a vincere anche nel cross, cosa che non era mai accaduta, nonostante avessi vinto una Coppetta di specialità in questa disciplina. Mi mancava il successo, per cui è stato bellissimo riuscirci ben due volte - ha dichiarato il trentenne Luchini, rider di Montemurlo e portacolori dello Sci Club Paralimpic Fanano -. Sapevo di poter fare bene e di aver la possibilità di vincere, ma gli avversari non sono stati a guardare. Sono state due finali diverse, nella prima ho dominato, mentre nella seconda ho lottato fino alla fine con il britannico James Barnes-Miller, ma in qualche modo sono riuscito a superarlo. Sono molto felice anche della finale con tre italiani, super contento sia per Mirko sia per Riccardo. L’unico rammarico è che la nostra stagione finisce qui perché è l’unica gara organizzata dal Comitato internazionale paralimpico, per cui non so se ridere o piangere: è un colpo al cuore, soprattutto perché nello sci sono riusciti a fare qualche gara in più. Comunque lo accettiamo e sono contento di essermi confermato tra i migliori atleti e che la squadra stia crescendo alla grande. Mirko è un giovane talentuoso con grandi possibilità, Riccardo ci mette l’anima e dedica tanto tempo a questo sport ed è la dimostrazione che se uno si impegna, può raggiungere grandissimi risultati».

E il primo podio fa sorridere eccome il giovane Moro, diciottenne di Sesto San Giovanni, tesserato per la Polha Varese: «Sono davvero contentissimo, perché non me lo sarei mai aspettato di arrivare terzo alla mia seconda gara di sempre in Coppa del Mondo. Sono soddisfatto perché ho dato tutto me stesso, non ho rimpianti, nonostante qualche piccolo errore, e sono arrivato dove potevo arrivare. Dopo il sesto posto della prima giornata è stata davvero una sorpresa salire subito sul podio, penso che sia una degna conclusione di tutto il lavoro fatto in questa stagione».

E il sorriso è stampato anche sul volto di Cardani, ventottenne lombardo di Robecchetto con Induno, portacolori anch'egli della Polha Varese, che ha battagliato con i compagni nella prima big final della sua carriera: «Oggi non è andata solo bene, è andata strabene. Non ce l’aspettavamo io e Mirko di giocarci il podio, così come sono contento del secondo successo di Jacopo. Sono felice dei miglioramenti che ho mostrato in questa settimana e non vedo l’ora di fare ancora meglio. La strada è lunga, c’è tanto da lavorare, ma i propositi e il punto di partenza è ottimo. Ringrazio il nostro staff per aver creduto in noi e speriamo di continuare così».

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Finisce in maniera trionfale, per i colori azzurri, la trasferta austriaca di Saalbach, valida per la Coppa del Mondo di sci alpino paralimpico. Uno straordinario Renè De Silvestro ha conquistato la seconda vittoria in carriera nel superG, primeggiando nella categoria Sitting. Dopo il secondo posto di ieri nel primo superG sulle nevi salisburghesi, l'atleta cortinese, portacolori dello Sci Club Drusciè, ha fermato il tempo sul 1'17"63, precedendo il danese Jesper Pedersen (1'18"76) e il giapponese Akira Kano (1'19"15).
 
Un risultato straordinario, il primo in carriera in super g per l'azzurro, che giunge al termine di un periodo ottimo. Se il 2020 si era infatti chiuso con una serie di podi importanti, il 2021 si è aperto ancora meglio, con il primo posto in Coppa Europa e ora questo in Coppa del Mondo.
 
"Sono molto contento - racconta De Silvestro - dopo ieri avevo capito che potevo lasciar correre un pò di più lo sci e ce l'ho fatta. Questa è la mia prima vittoria in superG, una vittoria un pò inaspettata. Ringrazio tutti, dai tecnci, allo Sci Club Druscè a tutti i miei sponsor che mi sostengono".
 
Al successo di De Silvestro si aggiunge l'ennesimo acuto della coppia Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli, che hanno portato a casa il quarto piazzamento di prestigio della trasferta austriaca, per un totale di sei vittorie e otto podi su altrettante gare disputate di Coppa del Mondo. Dopo il secondo e terzo posto nelle due discese e la vittoria di ieri nel primo superG, i due sciatori trentini delle Fiamme Gialle hanno dominato anche il secondo super g con il tempo di 1'14"50. Alle spalle degli azzurri si sono piazzati i francesi Deleplace e Jourdan (1'18"97) e i cechi Kriz e Radim (1'25"01). 
 
Tra gli standing, tredicesimo posto per David Unterhofer (1'27"84), mentre Davide Bendotti, che proprio oggi ha festeggiato il suo ventisettesimo compleanno, è uscito di pista. La vittoria è andata al russo Bugaev (1'17"18). che ha preceduto, sul podio, il francese Bauchet (1'17"26) e l'austriaco Salcher (1'17"89). 
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Giacomo Bertagnolli ottengono il quinto successo stagionale in Coppa del Mondo a Saalbach. Dopo i quattro successi di Veysonnaz, sulle nevi austriache è arrivata la prima affermazione tra i Visually Impaired anche in superG, la disciplina prediletta del ventunenne trentino delle Fiamme Gialle, che ha sfrecciato fino al traguardo in 1'15"89 seguendo le linee disegnate dalla guida lombarda. Secondo posto per la coppia slovacca Krako-Brozman (1'22"60), mentre il podio è stato completato dai francesi Deleplace-Jourdan (1'22"85).

Ecco il commento di Bertagnolli dopo aver festeggiato la settima meraviglia di quest'inverno in Coppa del Mondo (5 vittorie, 1 secondo e 1 terzo posto): 

"È stata una gara bellissima, non solo per il risultato, ma anche perché è stata divertente da sciare. Non abbiamo fatto errori e abbiamo fatto quello che dovevamo fare, anche perché adoro questa disciplina, che unisce la velocità alla tecnica. Domani c'è l'ultima gara e poi si torna a casa per una settimana".

E la giornata di Saalbach è stata a tinte azzurre anche grazie al secondo posto conquistato da Renè De Silvestro (1'19"74), ad appena 37 centesimi dal vincitore, il danese Jesper Pedersen (1'19"37).

Queste le parole dello sciatore originario di Cortina e portacolori dello Sci Club Drusciè:

" Sono contento perché il distacco dal primo posto è davvero ridotto, anche se ammetto che potevo fare qualcosa di più perché le condizioni della pista sono davvero ottime ed è un tracciato abbastanza tecnico, che si addice alle mie caratteristiche. Domani c'è un'altra gara e cercherò di fare meglio".

 

Uscita di pista, invece, per Davide Bendotti tra gli Standing: per lui domani c'è l'occasione di riscatto con il superG che concluderà la trasferta austriaca.

 

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